Con Pier Giorgio, un grande abbraccio di tutti i colori del mondo

GMG 2016

Moltissimi volti sorridenti, un mare di t-shirt di ogni colore, scritte in tante lingue diverse, amici che cercano con lo sguardo altri amici provenienti dall'angolo opposto d'Italia o del mondo, ma anche tanta devozione, tanta emozione, tanta voglia di esserci, di stringerci intorno al beato Pier Giorgio Frassati, portato fin qui a Cracovia dalle mani forti e dai cuori saldi dei giovani torinesi. Ecco il primo sguardo, la prima fotografia impressa nella mente questa mattina, alla basilica della SS. Trinità.

A Cracovia, con il cuore “in uscita”

di Lucia Colombo, Michele Tridente e don Tony Drazza* - Ormai possiamo dire che la Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia è davvero alle porte! Ci siamo lasciati accompagnare nel lungo percorso di avvicinamento a questo evento dalle parole e dai gesti di infinita tenerezza che porta ogni giorno alla nostra attenzione papa Francesco. Sì, perché nulla resta di più esemplificativo rispetto al tema («Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia», Mt 5,7) che il Papa ci ha proposto per questo incontro che le tante storie di misericordia, sostegno, relazioni buone, coscienze attente che egli ci affida quotidianamente, nella sua infinita attenzione alle tante fragilità di questo nostro mondo. (continua)
Verso l'Alto. Le reliquie del Beato Pier Giorgio Frassati alla Gmg

Messaggio del Forum Internazionale di Ac

AI BORDI DELLE STRADE L’UOMO È MORTO

 “Pioggia di proiettili al club gay Pulse di Orlando”, “Nuova esplosione all’aeroporto di Istanbul”, “Strage a Dacca, diffuse le foto dei 5 terroristi”, “Torna il terrore in Francia, cresce di ora in ora il numero di morti e feriti ”.

Ormai, quasi quotidianamente, il mondo viene scosso da eventi drammatici che diffondono il terrore e lo sgomento tra i popoli. Proprio come in occasione di un terremoto, è viva in tutti la paura del pericolo, la consapevolezza di una minaccia dall’imprevedibile manifestazione che, realizzandosi dirompente, muta le conformazioni territoriali e vitali di quanti vengono colpiti. Nella notte tra l’11 ed il 12 giugno un uomo armato di fucile, dopo aver aggirato i controlli all’ingresso di un locale gay di Orlando, spara ripetutamente sulla pista da ballo. Erano le 22.00 del 28 giugno all’aeroporto di Istanbul: tre kamikaze aprono il fuoco contro i passeggeri dello scalo internazionale e uno di loro, dopo qualche minuto, si fa saltare in aria. Solo pochi giorni dopo, la sera del 1 luglio, l’allegra cena di un gruppo di amici pronti a scambiarsi un arrivederci, veniva trasformata in un tragico addio. Giovani terroristi irrompono nel giardino dell’Holey Artisan Bakery, locale di Dacca frequentato da molti occidentali, sparano sui clienti e, dopo aver torturato gli ostaggi incapaci di recitare il Corano, tagliano le loro gole. Poche sere fa, il 14 luglio, un uomo alla guida di un camion investe centinaia di persone riunite sul lungomare di Nizza in occasione della festa celebrativa la presa della Bastiglia e la Rivoluzione.

Campo di servizio: Ecco tutte le info

Carissimi amici, come promesso vi raggiungiamo all’inizio dell’estate per comunicarvi che anche quest’anno, oltre al tradizionale campo nazionale, si terrà il Campo di servizio che si svolgerà a Roma dal 20 al 26 agosto 2016, in collaborazione con la Caritas di Roma.

Il campo prevede la partecipazione di 15 giovani provenienti dalle diverse diocesi d’Italia e il costo di partecipazione è di 100 euro a persona.

Musiromanzo di un Europeo. Cosa resterà di questo Euro 2016?

Nel 1989 usciva l’album di Raf “Cosa resterà” che conteneva il singolo “Cosa resterà degli anni 80”, una canzone che fa sentire il suo eco ancora oggi e, nonostante siano passati più di cinque lustri, è attuale come non mai. 27 anni dopo ci ritroviamo con un altro “Cosa resterà” alle spalle, un altro fenomeno che ha coinvolto persone di ogni sesso, classe sociale e religione per circa un mese, e ora? Cosa resterà di questo europeo appena finito?

Frassati

LA MORTE CHE APRE SENTIERI!

di Lucia Colombo, Michele Tridente e don Tony Drazza* - La morte è la fine della nostra vita. La fine dei nostri progetti, dei nostri sogni, delle nostre relazioni. Anche chi, tra noi, è più fortemente radicato nella fede, ha qualche attimo di smarrimento e nel cuore si dice che qualcosa è terminato. Ma spesso ci sono “alcune morti” che invece di far terminare qualcosa ne fanno cominciare un’altra; come se la morte fosse l’inizio di qualcosa di nuovo, di inaspettato, di meravigliosamente strano. La morte di qualcuno non chiude ma apre, non termina ma fa ricominciare, non dispera ma permette al cuore di dilatarsi.

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