"Il meglio deve ancora venire"
Monica Del Vecchio
Per i due milioni di giovani riuniti questa mattina presso l’aeroporto di Cuatro Vientos, alla periferia di Madrid, è già ora di tornare a casa. Con la messa presieduta da Papa Benedetto XVI si è conclusa l’esperienza della XXVI Giornata mondiale della gioventù, l’ormai tradizionale appuntamento nato da un’intuizione del Beato Giovanni Paolo II.
Lo scorso 18 agosto in piazza Cibeles, un Papa felice di poter “vedere e udire da vicino” i giovani di tutto il mondo ha salutato i partecipanti alla GMG, rinnovando l’invito ad affidarsi a Cristo, il vero Amico che non tradisce: “radicati in Lui, il vostro entusiasmo e la vostra allegria, i vostri desideri di andare oltre, di raggiungere ciò che è più elevato, fino a Dio, hanno sempre un futuro certo”. Parole forti che hanno il sapore di una speranza gioiosa, che intendono lanciare una sfida alla logica dell’indifferenza e del relativismo, di una “esistenza senza orizzonti”.
La tensione verso un orizzonte alto, il desiderio di pienezza e le inquietudini che accompagnano la personale ricerca della felicità sono emersi nelle domande che i giovani hanno posto a Benedetto XVI durante la veglia di ieri sera a Cuatro Vientos. Una veglia raccolta, nonostante un’improvvisa pioggia ed il forte vento, in cui il Papa ha sottolineato l’importanza di riscoprire l’aspetto vocazionale della propria esistenza, di muoversi alla scoperta di quel progetto di amore che il Creatore ha per tutti.
Una fede matura, tuttavia, non può esaurirsi in un rapporto individualistico con il Signore. Essa deve suscitare e trasformarsi in una risposta di amore verso i fratelli e verso la Chiesa. Nella S. Messa conclusiva di questa mattina il Papa ha ricordato che vivere la fede in Gesù significa sostenere e farsi sostenere dalla fede dei fratelli e che è possibile incontrare Cristo solo camminando in comunione nella Chiesa. Essa ha bisogno dei giovani, della loro fede salda, della loro testimonianza autentica per portare Cristo al mondo.
La domanda “Voi chi dite che io sia?” contenuta nel Vangelo di oggi esige una risposta personale e richiama ad una scelta. Per i due milioni di giovani che questa mattina l’hanno sentita riecheggiare nella spianata di Cuatro Vientos ora comincia la sfida: perpetuare il “sì” nella vita quotidiana, sulla strada del ritorno, mantenendo lo stesso entusiasmo che ha colorato la partenza. Ogni volto illuminato dalla Parola portata e testimoniata sarà il frutto più bello della GMG. Tutto ciò che di bello e santo nascerà tra Madrid e il prossimo appuntamento a Rio de Janeiro sarà il segno che per i giovani cristiani la GMG non è solo un evento, ma un concreto impegno di santità.
No, il viaggio non è finito. E’ appena cominciato. Come recita una famosa canzone, “il meglio deve ancora venire”.


















