Madrid 2011. Eccoci!

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Luca Bortoli
Ci siamo. L'attesa è finita, i febbrili preparativi completati e i lunghi viaggi giunti a destinazione. Tutti i 110.000 giovani italiani sono qui a Madrid, pronti a vivere questa XXVI giornata mondiale, desiderosi solamente di immergersi in un'esperienza che non smetteranno di raccontare.
Sarà la messa in Piazza Cibeles alle 19 di martedì 16 agosto ad alzare il sipario sull’evento che per cinque giorni è destinato a cambiare il volto della capitale iberica. Ma sarà con l’arrivo di papa Benedetto, nel pomeriggio di giovedì 18, che il clima già rovente dell’estate spagnola si riscalderà ulteriormente e introdurrà i partecipanti ( si parla di un milione in tutto) al clou della settimana: la via crucis del venerdì sera, la veglia notturna di sabato all’aeroporto militare di Cuatros Vientos e quindi la celebrazione conclusiva di domenica mattina.
Un volto già incontrato, un distintivo associativo, una t-shirt di “C’è di +!” dicono che molti tra questi 110.000 italiani sono i giovani di Ac presenti a Madrid, pronti anch’essi alle lunghe code per i bagni, alle notti in palestra nei sacchi a pelo, alla trepidazione che precede ogni appuntamento.
Anche per loro la gmg sarà un’esperienza indimenticabile, un momento prezioso di crescita. In primo luogo perché permette di sentire sulla propria pelle l’universalità della Chiesa. L’impatto con giovani africani e americani di ogni latitudine, australiani e sud-est asiatici è folgorante: è incredibile sperimentare l’unicità del messaggio di Gesù Cristo declinato in tutte le diversità che le culture e le etnie umane offrono.
In secondo luogo perché alla gmg si prova senza intermediazione e senza filtri la relazione diretta che il Santo Padre intrattiene coi giovani. Legame vivo e affettivo che con Benedetto XVI ha preso la via della profondità in tutte le espressioni della vita. Incontrare questo papa significa ricevere ogni volta l’invito a fare sul serio, a migliorarsi sempre, a non temere la fatica e il sacrificio. La forza della gmg sta, in terzo luogo, nella metafora della pietra miliare: per chi è qui le parole “Madrid”, “2011”, ma anche “Spagna” o la stessa “gmg”, muteranno di significato e riporteranno sempre alla memoria un preciso momento della vita, un tratto peculiare della propria fede.
Sarà il gruppo, con il suo percorso di condivisione quotidiana, ad accogliere i giovani al loro ritorno: rivivere e mettere a fuoco i diversi aspetti di un’esperienza così grande, travolgente per certi aspetti, per calibrare la sua portata sulla situazione di vita di ciascuno.
Consegniamoci dunque a questa settimana fondamentale per tutta la Chiesa. L’atteggiamento aperto e allegro, ma anche pensoso e spirituale è quello di sempre. Buona gmg a tutti!
 

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