Lettera al Beato Frassati, perchè accompagni i nostri passi e schiarisca il nostro orizzonte

Caro Pier Giorgio,...

Versione stampabileVersione stampabile

di Luisa, Michele, don Tony e i Giovani di AC - Caro Pier Giorgio, ci sono date che ci restano dentro, come scolpite nel cuore e nella memoria. Sono date scolpite dalla forza della vita che avevi dentro e che non riuscivi a contenere. Sei nato e sei morto per essere un “moltiplicatore di vita”, per questo ancora oggi noi guardiamo a te per riprenderci il gusto di camminare, di gioire, di essere cercatori sani di amicizie che aprono il cuore.
Come ogni anno ti scriviamo, non solo per ricordarti ma anche per chiederti di non stancarti di essere vicino a noi, di camminare insieme con noi e di farti sentire ogni volta che la nostra vita affronta le fatiche della salita.
Sai, caro Pier Giorgio, anche quest’anno vogliamo chiederti dei doni dal cielo, perché sappiamo che i doni impastati nel cielo hanno il sapore dell’eternità:

Donaci il coraggio di non abbatterci! Spesso il peso della fatica ci spinge a rallentare il passo, a mollare la presa, a credere che, nonostante il nostro impegno, gli orizzonti rimangano chiusi e il buio avvolga la nostra vita. Anche tu sei passato da questi periodi “no” ma invece di chiuderti sei riuscito a trovare il motivo per continuare a essere allegro. Non ti sei mai arreso anzi hai sempre rilanciato. Donaci dunque il coraggio di non lasciarci andare. Donaci il coraggio di pensare che dopo il buio ritorna sempre la luce necessaria per ripartire.

Donaci la voglia di accorgerci! Nessuno di noi sembra avere più il tempo di guardare e accorgersi di nulla! Abbiamo lo sguardo su molte cose contemporaneamente, ma in realtà non riusciamo a scorgere nulla. Siamo sempre più convinti che in questo momento dovremmo saper ritrovare il gusto e il desiderio di essere uomini e donne attenti alle situazioni che sono sotto i nostri occhi. Facci capire che solo accorgendoci dell’altro possiamo riprenderci la nostra umanità.

Insegnaci poi dal cielo a fare bene le nostre cose. A vivere bene e da innamorati la nostra vita. Facci comprendere che questa nostra vita, così com’è è il posto migliore che poteva capitarci. Lo sai bene, però, che facciamo fatica a comprendere questo: vorremmo la nostra vita super perfetta, senza macchie, senza problemi che ti tolgono il sonno, vorremo essere capaci di riuscire in tutto e bene e invece facciamo i conti con le nostre piccolezze e i nostri frequenti insuccessi. In questo ti chiediamo di esserci vicino. Sappiamo che anche tu hai attraversato il dolore, hai passato notti insonni perché non sempre le persone vicine ti capivano. Ma sappiamo anche che hai provato sempre a vivere la tua vita intrecciando pietre e stelle, parole umane e parole divine, respiri corti a sospiri di eternità.

Aiutaci a essere seminatori d’amore a casaccio, senza pensare troppo a dove seminiamo. La nostra vita spesso prende senso solo dal coraggio della semina e non dalla certezza dei frutti e tu in questo sei stato un maestro. Hai seminato amore e amicizia, sorrisi e accoglienze senza mai chiederti se quei cuori che li ricevevano avrebbero potuto o voluto accogliere tutto. Lo hai fatto e basta.

In questo giorno in cui ricordiamo la tua morte che è stata la più grande dimostrazione di tutto l’amore che hai seminato in giro per la tua città, ti chiediamo di fare il tifo per noi, giovani di Ac, di accompagnare i nostri passi e di schiarire i nostri orizzonti.