Per forza e per amore

La bellezza della relazione tra Azione Cattolica e Pastorale giovanile

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Pastorale giovanile e Settore giovani di Azione cattolica. Due realtà corresponsabili in una  Chiesa missionaria con una passione comune : quella per la Chiesa e per i giovani. É quello che abbiamo voluto testimoniare la sera del 5 agosto nel seminario arcivescovile di Molfetta durante il campo nazionale del Settore giovani di Azione cattolica,  con una tavola rotonda alla quale sono intervenuti don Michele Falabretti, responsabile per il Servizio nazionale di Pastorale giovanile e Michele Tridente, Vice presidente nazionale del Settore giovani di Azione cattolica. L'incontro è stato pensato per presentare ai giovani di Ac il documento Per forza e per amore, edito dall'AVE, che rappresenta il risultato del lavoro comune tra Pastorale giovanile e Settore giovani e che a sua volta é ideale aggiornamento di una lettera che anni fa fu pensata e scritta insieme proprio sul tema della collaborazione tra le due realtà. Entrambi i relatori hanno più volte sottolineato la centralità del Concilio Vaticano II e del sacerdozio comune del quale siamo tutti rivestiti in virtù del battesimo. Inoltre, nonostante la differenza tra le due realtà, "esistono una passione ed un lavoro comune, quella per i giovani e per il Vangelo, e che vogliono esprimere uno stile con cui sarebbe bello si lavorasse nelle singole diocesi e non solo a livello nazionale", afferma Michele Tridente. Dalla riflessione comune è emerso anche un grande bisogno di testimonianza vera: "Il vero male dei cristiani di oggi è che non sono credibili; papa Francesco, infatti, piace perché dimostra coerenza tra parole ed azione, coerenza che si fa testimonianza di una vita che mette al centro il Vangelo", afferma don Michele Falabretti. All'adolescente di oggi non si puó spiegare la passione per la vita, si può solo mostrare. Ecco la sfida dell'educatore di oggi: essere testimone in cammino con gli altri, testimone di un amore gratuito ricevuto che ci rende grati, essere per l'altro risposta e domanda di vita, aiutarlo ad interrogarsi con pazienza e con speranza, senza smettere di vivere con coerenza la propria vita quotidiana.

"Il mondo ha un bisogno disperato di testimonianza, di un Vangelo che diventa bussola della propria vita" sostiene don Falabretti; e, proprio in virtù di questo, la collaborazione tra Ac e Pg ė fondamentale, specialmente all'interno delle realtà diocesane dove entrambe sono chiamate a collaborare in modo unico alla crescita del senso di comunione ecclesiale e al suo essere veramente vissuto nella relazione tra le due realtà, che non può rimanere solo sulla carta e sui calendari, ma deve essere calata nella vita vera di ogni diocesi.