Dal mondo

Verità e politica nell’era della post-verità

4 ottobre 2016
Hillary Clinton e Donald Trump

«L'oggetto di queste riflessioni è un luogo comune. Nessuno ha mai dubitato del fatto che verità e politica siano in rapporti piuttosto cattivi l'una con l'altra e nessuno, che io sappia, ha mai annoverato la sincerità tra le virtù politiche». Nel 1967 Hannah Arendt metteva a tema queste «questioni scomode» e si interrogava su quanto una «verità impotente» potesse essere più disprezzabile di un «potere che non presta ascolto alla verità». Da allora, nell’opinione comune, non soltanto si è consolidata l’idea che verità e politica siano spesso in rotta di collisione, ma sembra essersi fatta spazio negli eletti e negli elettori con naturalezza l’idea che sia necessario rinunciare consapevolmente alla verità in favore delle opinioni. Da un punto di vista procedurale, ciò è legittimo, perché il potere in ogni prassi democratica si esercita sulla base non della verità, ma delle opinioni dei singoli, tanto che la risoluzione politica di un parlamento nazionale o di una riunione condominiale avviene non sulla base di un criterio di verità, ma sulla regola della maggioranza.

GOODBYE RIO. DIARIO DI UN MESE DI SPORT

23 settembre 2016

È passato più di un mese da quando una serie di luci sfavillanti, musiche assordanti e colori super vivaci hanno segnato l’apertura dei giochi di Rio 2016. Abbiamo visto l’altra faccia del Brasile, non solo povertà, guerre e tanta sofferenza, abbiamo visto uno Stato capace di soffrire ma allo stesso tempo di rialzarsi nonostante il peso di una popolazione sempre più povera e spaventata. Abbiamo visto un Brasile terrorizzato ma coraggioso e voglioso di esserci nonostante i tanti subbi e i mille problemi creatisi, abbiamo visto un’Olimpiade degna di questo nome.

AI BORDI DELLE STRADE L’UOMO È MORTO

21 luglio 2016

 “Pioggia di proiettili al club gay Pulse di Orlando”, “Nuova esplosione all’aeroporto di Istanbul”, “Strage a Dacca, diffuse le foto dei 5 terroristi”, “Torna il terrore in Francia, cresce di ora in ora il numero di morti e feriti ”.

Ormai, quasi quotidianamente, il mondo viene scosso da eventi drammatici che diffondono il terrore e lo sgomento tra i popoli. Proprio come in occasione di un terremoto, è viva in tutti la paura del pericolo, la consapevolezza di una minaccia dall’imprevedibile manifestazione che, realizzandosi dirompente, muta le conformazioni territoriali e vitali di quanti vengono colpiti. Nella notte tra l’11 ed il 12 giugno un uomo armato di fucile, dopo aver aggirato i controlli all’ingresso di un locale gay di Orlando, spara ripetutamente sulla pista da ballo. Erano le 22.00 del 28 giugno all’aeroporto di Istanbul: tre kamikaze aprono il fuoco contro i passeggeri dello scalo internazionale e uno di loro, dopo qualche minuto, si fa saltare in aria. Solo pochi giorni dopo, la sera del 1 luglio, l’allegra cena di un gruppo di amici pronti a scambiarsi un arrivederci, veniva trasformata in un tragico addio. Giovani terroristi irrompono nel giardino dell’Holey Artisan Bakery, locale di Dacca frequentato da molti occidentali, sparano sui clienti e, dopo aver torturato gli ostaggi incapaci di recitare il Corano, tagliano le loro gole. Poche sere fa, il 14 luglio, un uomo alla guida di un camion investe centinaia di persone riunite sul lungomare di Nizza in occasione della festa celebrativa la presa della Bastiglia e la Rivoluzione.

We can be heroes just for one day

10 maggio 2016
Leicester

Storia di come un nerd e un imperatore hanno conquistato la Premier

C’era una volta un ragazzo di nome Leicester, uno di quei tipi un po’ nerd con i capelli arruffati, dei grandi occhiali neri e la faccia un po’ brufolosa. Da sempre era uno dal grande potenziale, ma non riusciva mai a farsi notare a scuola. No, lì gli unici che contavano erano i popolari, quelli a cui sembrava andasse sempre bene tutto: Chelsea, United, Arsenal, City e Liverpool. Leicester aveva un sogno: riuscire a conquistare la più bella e ambita della scuola, Premier.  Ma come avrebbe potuto una così bella e impossibile anche solo pensare a uno come lui?

Nella stanza di una donna

8 marzo 2016

Virginia Woolf, anni addietro scriveva: “Una donna ha bisogno di una stanza tutta per sé per scrivere romanzi”, ma esattamente qual è questa stanza? Un luogo fisico, un posto dove vivere la propria solitudine o semplicemente una stanza intesa come un sentirsi in pace con se stessi e col mondo che ci circonda?

Esattamente, quale universo inimmaginabile si nasconde in una donna? Davvero quell’insieme di gesti, movimenti, parole, smorfie e pensieri si può racchiudere in una stanza? Forse non basterebbe nemmeno un hangar per poter ospitare tutto quell’uragano caleidoscopico che rappresenta una donna.

La preghiera dell’uomo moderno

9 febbraio 2016
Preghiera

Dalla disperazione del mondo alla speranza che è in noi

«La preghiera del mattino dell'uomo moderno è la lettura del giornale. Ci permette di situarci quotidianamente nel nostro mondo storico», scriveva Georg Wilhelm Friedrich Hegel. In un tempo che legge ‘moderno’ come ‘secolarizzato’, il giornale è il luogo dove per eccellenza sembra venire a crisi ogni fede. Tra le righe di un quotidiano davanti al caffè del mattino ogni tentativo di dare un senso a ciò che accade sotto il sole deve verificare la sua inconcludenza. Il senso, qualsiasi esso sia, che al termine di una giornata sembra pacificare il cuore prima di congedarlo nel riposo della notte, deve confessare la sua egocentrica miopia in quel rituale che porta sotto gli occhi di chi vive sicuro l’orrore o il ridicolo della storia.

Amicizie (stra)ordinarie

17 novembre 2015
Marta e Francesco

Marta e Francesco sono due giovani amici conosciutisi poco più di un anno fa. Lei è una psicologa trentenne di Milano, lui un ventiseienne istruttore di apnea partenopeo. Forse qualcuno già conosce la loro storia grazie al servizio che li ha visti protagonisti nella famosa trasmissione televisiva “Le Iene”.

I due ragazzi hanno raccontato, attraverso le loro vive voci e gli sguardi ricchi di gioia e di entusiasmo, il bellissimo rapporto che li lega e le fantastiche esperienze che insieme hanno vissuto e continuano a vivere.

Un minuto per la pace - lunedì 8 giugno 2015 alle ore 13

4 giugno 2015
Un minuto per la pace

A un anno esatto, l’8 giugno 2015, proponiamo di ricordare l’incontro avvenuto l’8 giugno 2014, rilanciando l’iniziativa “Un minuto por la paz”.

I conflitti sono molti, troppe persone deboli e indifese soffrono e muoiono. Il Papa ha sottolineato: “È in corso una III guerra mondiale, ma a pezzi”, siamo consapevoli che “costruire la pace è difficile, ma vivere senza pace è un tormento”. Per questo intensifichiamo la nostra preghiera