Tempo libero

Ha senso solo così… io non ritorno indietro!

15 novembre 2016

di Emanuela De Vincentis e Andrea Lomuto*

“Ha senso solo così, perdonando proprio tutto. Ha senso solo così, amando fino in fondo. Ha senso solo così, anche quando hai tutti contro. Ha senso solo così, rischiando proprio tutto. Ha senso solo così, continuando fino in fondo. Ha senso solo così, soprattutto quando hai il buio addosso. Ha senso solo così, e ora io lo difendo.”

Sono le parole della cantante Debora Vezzani, nella sua “I.N.R.I. (Io non ritorno indietro)”. 

Musiromanzo di un Europeo. Cosa resterà di questo Euro 2016?

12 luglio 2016

Nel 1989 usciva l’album di Raf “Cosa resterà” che conteneva il singolo “Cosa resterà degli anni 80”, una canzone che fa sentire il suo eco ancora oggi e, nonostante siano passati più di cinque lustri, è attuale come non mai. 27 anni dopo ci ritroviamo con un altro “Cosa resterà” alle spalle, un altro fenomeno che ha coinvolto persone di ogni sesso, classe sociale e religione per circa un mese, e ora? Cosa resterà di questo europeo appena finito?

Misericordia, una parola a buon mercato

24 maggio 2016

L’(ab)uso del termine “misericordia” sembra averci reso familiari con questo concetto limite della ragione umana. Nell’anno di grazia voluto da Francesco la sovraesposizione mediatica delle infinite declinazioni del significato di “misericordia” sembra aver appianato la drammaticità di un concetto che rompe tutte le categorie del giudizio a cui siamo abituati. Nonostante le catechesi e i convegni che abbiamo ascoltato, fatichiamo a riconoscere nelle occorrenze più o meno tecniche del termine “misericordia” la sua eversività.

Parola d'ordine: Resistere

26 aprile 2016

E ora tocca a voi battervi gioventù del mondo; siate intransigenti sul dovere di amare. Ridete di coloro che vi parleranno di prudenza, di convenienza, che vi consiglieranno di mantenere il giusto equilibrio. La più grande disgrazia che vi possa capitare è di non essere utili a nessuno, e che la vostra vita non serva a niente.

Questa poesia di Raoul Follerau celebra i grandi eventi compiutisi il 25 aprile di un lontano 1945 e, al contempo, lascia alle moderne generazioni una pesante eredità e un importante compito. Da piccoli erano le maestre di scuola ad istruire sul significato di questo giorno, da adolescenti, spinti dalla curiosità, si partecipava ai cortei e si visitavano i luoghi che erano stati lo scenario di quella poderosa impresa ma, quanti hanno effettiva consapevolezza di questa ricorrenza e quanti la adempiono nella loro quotidianità? Ricordare, come mero atto celebrativo del passato, non ha alcun valore se non si conferisce attuazione ed attualizzazione all’evento richiamato.

Frutti di un'opera d'arte

6 aprile 2016

L’arte è la più antica e allo stesso tempo la più attuale forma d’espressione di ogni essere umano, attraverso essa siamo capaci di dar vita ai nostri pensieri più oscuri e segreti, riusciamo a comunicare tutto, dalla gioia incontenibile alla disperazione assoluta. L’arte è la raffigurazione dell’anima umana, ma se fossimo noi stessi il frutto di un’opera d’arte?

Anche se l’umanità nell’ultimo periodo sta peccando di omologazione, nessuno è perfettamente uguale all’altro, perfino i gemelli omozigoti si rivelano diametralmente opposti in moltissime situazioni. Per esempio, Michelangelo ha riprodotto una serie di copie della Pietà, ognuna diversa, basti pensare alla più famosa Pietà Vaticana perfettamente definita e alla Pietà Rondanini che invece è molto più imperfetta e incompleta ma allo stesso tempo più ricca di significato.

Quando la gioia fa i conti con la morte

24 marzo 2016

Assediati dal terrore, siamo resi ancor più fragili dal bisogno di evasione. Alla fermata dell’autobus, della metropolitana, al pranzo di lavoro tra colleghi, nei luoghi di incontro parrocchiali, ovunque sentiamo l’esigenza che il nostro vicino ci distragga dalla durezza delle immagini che tutti abbiamo negli occhi. La distrazione, il divertissement, sembra essere l’unica ‘risposta’ possibile all’angoscia del presente, forse anche la risposta di chi ha cominciato, per un bisogno impellente di evasione, a leggere queste righe. Lo dice bene Maurizio Crozza, comico di professione, nella sua copertina a diMartedì: «Perché sono in onda stasera? Siamo in guerra, in giornate come queste mi sento come Marilyn Monroe quando la catapultavano in prima linea in Corea per tirare su il morale alle truppe». E quella domanda, forte della convinzione dell’assordante vanità del proprio ruolo, si ripropone nell’esistenza locale di ciascuno di noi, (sor)preso nel suo ufficio quotidiano da una realtà che non sembra ammettere uscite di sicurezza.

Insieme si può: lo sport come strumento universale d’integrazione

26 gennaio 2016

Una giornata speciale quella che hanno vissuto, domenica 24 gennaio 2016, i giovanissimi della parrocchia “SS. Addolorata” della Diocesi di Benevento. L'integrazione e l'accoglienza hanno fatto da sfondo all'esperienza che questi ragazzi hanno messo in campo attraverso il progetto dal titolo “Insieme si può”, iniziativa che ha visto la luce nel quartiere cittadino “Rione Libertà”.

Un quartiere come tanti, caratterizzato da molteplici e importanti aspetti, che ne costituiscono il tessuto sociale di non sempre facile gestione: la presenza di giovani immigrati rappresenta oggi un’ulteriore sfida all’equilibrio delle dinamiche relazionali. Da qui, la voglia di voler dimostrare al quartiere stesso e a tutta la città che il concetto di “Insieme si può” non è pura utopia. I giovanissimi hanno a cuore la loro casa, la loro gente, ma soprattutto desiderano costruire relazioni e ponti con chi, purtroppo, non può vivere quotidianamente la propria famiglia e la propria terra a causa della guerra e della povertà.

Un 2016 ricco di sfide e d’amore, in compagnia di cinque verbi

7 gennaio 2016
2015 -> 2016

5, 4, 3, 2, 1… finalmente è arrivato il 2016! Ci prepariamo a vivere un nuovo anno, un nuovo libro da sfogliare con una pagina in più e un trecentosessantaseiesimo giorno da riempire con mille impegni, emozioni, salti mortali e momenti da passare insieme a chi amiamo.

La tradizione vuole che l’anno bisestile sia sinonimo di sfortuna, in realtà è del tempo accumulato e che possiamo spendere nel migliore dei modi. La Terra ha impiegato quattro anni e ha risparmiato sei ore all’anno per regalarci la possibilità di poter assistere ad un altro 29 febbraio, quindi non possiamo pensare che una cosa così prodigiosa sia un presagio negativo.

Quale Natale? Per chi?

22 dicembre 2015

Note a margine di un Natale qui e ora

Anche quest’anno, inavvertitamente, è già Natale. Negli anni all’accendersi della prima delle quattro candele della corona di Avvento l’impazienza del bambino si è trasformata nella lucidissima intuizione, immediata e sconcertante: «Siamo già a Natale!». Come se il tempo, così sfuggente nelle agende in cui affannati ci si districa, si facesse d’improvviso presente nel rito di quella candela, la prima, che avverte dell’imminenza di qualcosa di misterioso e pacato.

Fra donna e dona

1 dicembre 2015

Storia di come una lettera possa fare la differenza.
Il “sesso debole” che diventa la molla di tutto quanto

Uno dei detti più famosi in Italia è “Chi dice donna dice danno”, perché a volte, cambiare una semplice lettera può portare a delle conseguenze disastrose, a veri artifici linguistici, parole agli antipodi che si incontrano. Si può passare da donna a danno, così come da “casa” a “casca”, da “vita” a “vista” oppure da “stare” a “resta” e ci sono altri mille esempi nella nostra lingua, che ci affascinano e a volte ci lasciano un po' interdetti.