Pillole di campo - giorno 1

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"E un giovane che non è capace di sognare è recitantato in sè stesso, è chiuso in sè stesso. Tutti sognano cose che non accadranno mai... ma sognale, desiderale, cerfca orizzonti, apriti, apriti a cose grandi". Queste le parole che Papa Francesco ha rivolto nel 2015 ai giovani di Cuba. Ma quale senso ha, ancora oggi, parlare con i giovani di sogni? Che senso ha, ancora oggi, occuparsi di ciò che in nessun modo può essere indagato a fondo?

Avrebbe forse più valore un'analisi razionale, quasi matematica e proporzionale della realtà se il fine è trovare soluzioni ai problemi, pianificarfe un progetto comune. Il sogno non ha colore, non ha forma, non da certezze, anzi distoglie. Dice al mondo ciò che vorresti essere e non ciò che sei davvero. Un sogno non si mette nel curriculum, non si racconta a primo che passa. Il tempo che viviamo è un tempo duro per i sogni, un oggi in cui ha significato solo ciò che puoi toccare e contare. Il Settore Giovani di Ac, invece, profondamente in sintonia con il Papa e la Chiesa tutta sceglie di ripartire proprio dalla capacità profetica che i giovani hanno di sognare. SONO SEMPRE I SOGNI A FARE LA REALTÀ. Perché un sogno di bene in fondo è una verità intima legata all'alito divino che risiede in ogni uomo. Come cambiare in mondo? Facendo discernimento. Acoltando non il fragore del tuono, ma il sussurro di quella "leggera brezza" che scompiglia il cuore di ogni giovane che mette braccia e cuore nelle mani di Dio. Sognare è, come sottolineano le parole di don Fabio Rosmini, meditate oggi durante la preghiera serale" rompere con la tristezza, disobbedire alla tentazione del nulla che ognuno di noi si porta dentro". Sognare è rischiare di cadere, m è scegliere di ascoltare chi conosce la rotta e gettare la rete dall'altra parte della barca. Sognare non è dare posto al vuoto. 

Iniziamo, come Settore Giovani, un campo che vuole essere anche un tempo in preparazione al possimo Sinodo dei Giovani. Perché fare discernimento è abbracciare il nostro sogno più vero, quello che più di tutti gli altri ha il profumo di Dio, camminare verso la santità. "Non si può vivere un sogno senza la benzina" ha detto Michele Tridente, vicepresidente nazionale per il Settore Giovani, in apertura di campo. E la benzina giusta è una CURA QUOTIDIANA della vita spirituale, come fa un giardiniere, con gli occhi al cielo e con i piedi piantati a terra. E allora sì che il primo passo verso ogni concretezza, ogni processo da attivare, ogni progetto è quello autentico del FERMARSI A SOGNARE, immersi nella bellezza di ciò che ci circonda, ad occhi chiusi, naascondendo sotto terra tutti i tuoi NON POSSO.