L’amore che non ci trova uguali, ci rende uguali; se non ci trova uniti, ci unisce

Versione stampabileVersione stampabile

- di don Martino della Bianca

“L’amore che non ci trova uguali, ci rende uguali; se non ci trova uniti, ci unisce”. Basterebbero queste parole di san Francesco di Sales e potremmo chiudere l’articolo qui. Ma facciamo invece un piccolo passo indietro. 

È normale che nella vita ci piaccia circondarci di cose e di persone che ci facciano stare bene, che siano in sintonia con noi, che abbiano gusti simili o che abbiano un senso dell’umorismo. È frequente che si creino gruppi attorno a interessi comuni o esperienze condivise: ci si sente legati da qualcosa che fa da collante tra di noi e che costituisce la base di partenza per la nostra relazione con gli altri. Ma tutto questo non basta. Quando uno è innamorato, capita spesso che gli facciano questa domanda: “Ma che cosa ti piace di lei? Come fate a stare insieme?”. Classica risposta da Baci Perugina: “Siamo così diversi che ci completiamo a vicenda!”. Ok, non sempre è così. Ma è un dato di fatto che per essere felici insieme non si può essere delle fotocopie. In altre parole: non è l’uguaglianza che genera l’amore, ma è l’amore che genera l’uguaglianza. Non è questione di gusti o interessi. Non importa quanto l’altro sia simile o differente da me. Posso mettere l’altro alla pari con me solo se gli voglio bene, a prescindere da qualunque sua caratteristica. Siamo persone che credono che la pari dignità delle persone sia fondamentale? Benissimo: mettiamo questa nostra idea alla prova dei sentimenti e vedremo quanto dovremo ancora crescere. Oppure crediamo che occorra fare una rigida selezione tra le persone che abbiamo intorno? Allora facciamo attenzione, perché basterà un minimo sgarro da parte del nostro migliore amico per tagliarlo fuori, e il passo da qui alla solitudine sarà incredibilmente breve. Com’è possibile quindi sentirci simili in un mondo di persone diverse? Dove possiamo vedere l’uguaglianza in mezzo a tante differenze? L’uguaglianza non va cercata nell’altro, ma dentro di noi: è il costante allenamento dell’amore che ci fa guardare all’altro così com’è, ovvero una persona. Ecco. Siamo tutti persone diverse, ma siamo tutti persone. Certo, ogni persona si pone davanti alla vita in modo diverso: rispettare il proprio percorso e quello degli altri, questo vuol dire riconoscersi a vicenda come persone. Non ce ne sentiamo capaci e non riusciamo a trovare in noi l’amore necessario? Un po’ di pazienza e di fiducia, e sarà lui a trovare noi.

Questo articolo è apparso sul numero di Graffiti di marzo-aprile; ti è piaciuto l'articolo e vuoi sapere come prosegue il numero? Visita il sito https://riviste.azionecattolica.it/graffiti/ oppure scarica l'app! Ad ogni nuova uscita potrai leggere gratuitamente tutti i numeri di Graffiti!