MAGGIO FA RIMA CON CORAGGIO

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Siamo a maggio, e il motto tipico degli studenti sembra quasi una canzoncina, oltre a essere un simpatico gioco di parole: “Maggio, studente fatti coraggio!”. Sì, coraggio, perché per affrontare uno dei mesi più frenetici e impegnativi dell’anno c’è bisogno di tanto, tanto coraggio, ma esattamente cos’è che ci rende coraggiosi? Cosa ci fa sentire tali?

Noi ci sentiamo coraggiosi quando raccogliamo le nostre forze e ci decidiamo a fare quel folle gesto che non avremmo mai pensato di fare, come dichiarare il nostro amore a quella persona che guardiamo da lontano da mesi, oppure quando attraversiamo una strada buia per scommessa. Siamo coraggiosi quando cerchiamo di non andare totalmente nel panico quando succede qualcosa di imprevisto e sconvolgente e soprattutto siamo coraggiosi quando ci liberiamo dalle nostre barriere e dai pregiudizi altrui per poterci mostrare per quello che siamo.

Quella di oggi è la storia di qualcuno che ha fatto una scelta coraggiosa, una scelta che le ha cambiato la vita, ma non è finita lì. La sua scelta l’ha portata a provare la più grande felicità e il dolore più straziante, ma questo non le ha impedito di essere la donna più famosa di tutti i tempi.

No, non sto parlando di un’avventuriera, una scrittrice, una scienziata, un’astronauta o un’attrice. Sto parlando di una semplice casalinga, una donna, una madre, una persona vissuta 2000 anni fa e che ancora oggi è ricordata e amata, una donna speciale di nome Maria.

Maria era una ragazza semplice che viveva in un piccolo paesino come tanti altri. Era amata dai suoi genitori, aveva imparato a leggere, a scrivere e a cucire, aiutava in casa e col tempo aveva anche imparato a cucinare, era proprio una brava donna di casa.

A 14 anni Maria si era fidanzata, ma non nel senso moderno del termine. Era stata promessa in sposa a un ragazzo, un uomo, un certo Giuseppe. Gira voce che a tutti gli uomini in età da moglie era stato dato un rametto e che solo da quello di Giuseppe siano spuntati dei fiori. Chissà, forse l’amore vero era sbocciato per davvero, ma loro ancora non lo sapevano.

Maria si innamorò a prima vista di Giuseppe, sentiva dentro di sé che era una brava persona e che l’avrebbe amata per tutta la vita.

La storia potrebbe finire qui no? Del resto anche sposarsi a 14 anni è una scelta coraggiosa, ma la storia di Maria non è finita, anzi, è appena cominciata!

Maria e Giuseppe erano sposati da pochi mesi, lui era andato a lavorare, faceva il falegname, lei era in casa, sola, stava ultimando un lavoro al ricamo, quando vide una luce più brillante di migliaia di soli. Sembrava un lampo, un fuoco, un’esplosione, qualcosa che non aveva mai visto in vita sua. Da quella luce venne fuori un angelo, un giovane alato dai capelli biondi e riccissimi, un giovane che la salutò in un modo decisamente inusuale: “Ti saluto o piena di grazia” che cosa voleva dire?

L’angelo fu portatore di una notizia inaspettata, una nascita inaspettata, un bambino diverso da tutti gli altri, colui che un giorno avrebbe liberato tutti dal peccato e dal male. Maria aveva paura, davvero una responsabilità così grande poteva poggiarsi sulle sue spalle? Davvero lei aveva nelle mani il destino dell’umanità? Il destino dei suoi amici, delle persone del paese vicino, quelle del presente e quelle del futuro? Davvero tutto questo veniva chiesto a lei?

In quel momento Maria fece la scelta più importante della sua vita e con una semplice risposta, una parola con due lettere, una sillaba, un Sì che echeggia ancora, è diventata il simbolo della salvezza, del coraggio, delle madri. Una supereoina fuori dal comune, la prima della storia e quella più inusuale.

L’avventura di Maria però non finisce qui. È stata coraggiosa per tutto il tempo, ha accettato lo sguardo pieno di pregiudizi della gente che la vedevano gravida nonostante non avesse mai conosciuto uomo, per un momento aveva temuto di perdere anche il suo grande amore, ma qualcosa, o Qualcuno, ha aperto gli occhi a Giuseppe. Il suo amore le aveva creduto, sapeva che lei non lo avrebbe mai tradito e non gli avrebbe mai mentito. Essere coraggiosi è molto più facile quando chi ti ama è dalla tua parte.

Nove mesi passano in fretta e un magnifico bambino nacque. Maria era felicissima in quel momento, felicissima e spaventata da morire, quella creaturina così piccola sembrava così fragile, e invece quel frugoletto era la gioia dell’umanità, la salvezza del mondo per l’eternità.

Ci vuole coraggio per fare qualcosa del genere, ma ci vuole ancora più coraggio nel vedere quella creatura adorata che hai custodito per 9 mesi dentro di te, morire sola a 33 anni.

Tutto quell’amore, tutto quel coraggio nell’affrontare le mille sfide di una madre per vedere il tuo unico figlio morire davanti ai tuoi occhi? Tutto questo per cosa? Chi avrebbe mai permesso qualcosa del genere?

Bisogna essere coraggiosi anche nel momento del dolore, Maria era consapevole di ciò che stava per succedere, ha sentito il suo corpo tagliarsi a metà, una lama sottilissima che dilaniava la sua pelle, un fuoco che bruciava intensamente e un’immagine che non avrebbe mai cancellato dalla sua mente. E allora il coraggio non basta più, cominci a pensare che questa non sia solo una storia di coraggio ma soprattutto una storia di fede. Fede, quella che ha spinto Maria ad affidarsi a qualcosa di più grande, lei, una ragazza come tante altre ma diversa da tutti gli altri. Lei, che col suo coraggio e la sua fede è riuscita a cambiare la storia, quella passata, presente e futura.

Questo mese è dedicato a lei e a tutte le grandi donne che ogni giorno danno prova di coraggio, di fede, quelle che credono in qualcosa e che non si arrendono mai! Maggio fa rima con coraggio, a scuola così come nella vita, quindi, quando tutto sembra impossibile e il domani ci fa paura, ricordiamoci che siamo a maggio, pian piano arriverà anche il coraggio!