Gianna Beretta Molla - "Con occhi socchiusi"

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"Mi preoccupa quel tuo silenzioso riordinare, per giorni e giorni, ogni angolo della nostra casa, ogni cassetto, ogni oggetto personale, come se avessi dovuto partire per un lunghissimo viaggio. Ma non ho osato chiederti nulla o chiederti il perché".
Sono parole che Pietro, scrive ricordando la moglie Gianna a pochi giorni dalla morte di lei avvenuta il 28 aprile 1962, prima che scegliesse di morire, non ancora quarantenne, per consentire alla piccola Emanuela Gianna, che portava in grembo, di vivere.
"Tu per mesi e mesi - scrive ancora Pietro - hai pregato il Signore, la Madonna e tua madre perché il diritto e la garanzia alla vita della creatura in seno non richiedessero il sacrificio della tua vita e conservassero te ai nostri bambini ed alla nostra famiglia. Nello stesso tempo, se la volontà del Signore era diversa e se non fosse stato possibile salvare entrambe le vite, quella del bambino e la tua, tu hai chiesto esplicitamente a me che fosse salva la vita del bambino".
Ecco la grandezza di un "sì" di due sposi che nello scorrere del tempo si sono lasciati plasmare totalmente da Dio: "Tu - continua Pietro - mi consideravi nel dovere di accettare la volontà del Signore non meno di te perché sapevi che io, pur nello strazio, condividevo la tua fede e non contrastavo l'eroismo della tua carità". Gianna Beretta, medico, e Pietro Molla, ingegnere, avevano scritto una storia di fidanzati, sposi e genitori fatta di sogni, voglia di vivere, professione, servizio agli altri (AC e impegno politico), preghiera…
Alla vigilia del matrimonio celebrato il 24 settembre 1955 Gianna aveva chiesto al fidanzato, non di dedicarsi ai frenetici ultimi preparativi, ma di raccogliersi in due luoghi diversi per un triduo di preghiera.
Venne il tempo della prova.
Gianna non sarebbe arrivata al sacrificio della vita se, fin da bambina, non avesse vissuto l'amore di Dio nell'amore dei suoi genitori e dei suoi numerosi fratelli, se non avesse incontrato sacerdoti come padre Olinto Marella il "prete dei poveri" oggi Beato, se non avesse scelto sempre l'essenziale…
Si fidava di Dio, era sicura che Dio non avrebbe chiesto inutilmente un sacrificio così alto, era certa che avrebbe provveduto ai suoi bambini, Pierluigi, Mariolina, Laura, Emanuela Gianna ed al marito Pietro.
"Ogni bambino nasce con il suo fagottino" questa immagine della saggezza e della fede della sua gente era per lei diventata certezza che Dio avrebbe curato i suoi cari con la tenerezza di una madre.
"Quello che Gianna ha fatto - commenta Pietro - non è per andare in Paradiso, l'ha fatto perché si sentiva una mamma, era certa che la creatura che portava in sé era una creatura con gli stessi diritti degli altri figli". Era sicura che quella separazione non sarebbe stata per sempre: nel Mistero si entra in punta di piedi, a capo scoperto, con occhi spalancati che cercano una luce nel buio, oppure con occhi socchiusi, tanto abbagliante è la luce.

di Paolo Bustaffa

(dal Dossier di Graffiti n.3-2001)