Un anno per Alberto. Alla scoperta del Marvelli educatore, cittadino e beato

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Era il 5 settembre 2004, l’Azione Cattolica italiana era radunata festosa alla Piana di Montorso a Loreto per celebrare la beatificazione del giovane riminese Alberto Marvelli. All’inizio della celebrazione, in un momento di grande intensità emotiva, fu Giovanni Paolo II ad annunciare:"d’ora in poi Alberto Marvelli sia chiamato beato". Per i tanti presenti furono attimi di gioia immensa. A 10 anni di distanza la Diocesi di Rimini ha indetto una grande celebrazione per festeggiare il beato Alberto Marvelli ; si tratta di un anno marvelliano che dal 5 ottobre 2014 al 5 ottobre 2015 intende promuovere la testimonianza di santità di Alberto, giovane di Azione Cattolica profetico per il suo tempo e figura esemplare di fede anche per gli uomini di oggi.

Alberto nasce nel 1918 a Ferrara in una famiglia veramente cristiana. Secondogenito di sei fratelli, viene educato dalla madre ad un forte senso di carità: capitava frequentemente che i figli trovassero meno cibo in tavola perché la mamma, Maria Mayr, ne offriva ai poveri che bussavano alla porta. A causa del lavoro del padre Alfredo, direttore di banca, la famiglia Marvelli si sposta in diverse città fino al trasferimento definitivo a Rimini dove abitano in una villetta che si affaccia sul mare. Il padre, rinunciando di aderire al fascismo, subisce diversi torti fino alla perdita del lavoro: la sua testimonianza di onestà e giustizia lo porta ad essere testimone forte ed esemplare per i figli.

Nel 1933, Alberto ha 15 anni, Alfredo muore in seguito ad una malattia improvvisa; questo triste evento segna uno scatto nel cammino di fede di Alberto. Affronta il dolore con grande forza e sente la responsabilità nei confronti dei fratelli e della mamma. La fede lo porta a cercare la presenza di Dio andando oltre le realtà visibili. Alberto matura dentro di sé questa apertura alla trascendenza e per segnare il suo cammino spirituale inizia a scrivere il suo Diario personale. Frequenta l’oratorio salesiano e conosce l’Azione Cattolica dove intraprende un cammino intenso di formazione e di apostolato. Dedica tempo ai più piccoli dando grande rilevanza all’educazione, vive diversi incarichi in Associazione tra cui la vicepresidenza diocesana. All’università matura la sua formazione culturale e spirituale nella Fuci. Sceglie come modello Piergiorgio Frassati. Dopo la laurea in ingegneria parte come militare e ovunque si trovi è testimone di carità, promotore di iniziative di formazione culturale e uomo di preghiera. Avendo già tre fratelli al fronte torna a casa e lavora per sostenere la sua famiglia. Condanna fermamente la guerra e sfrutta il lavoro per aiutare i deportati a sfuggire alla cattura. Durante i bombardamenti non esita a prendere la sua cara bicicletta per aiutare tanti bisognosi, per portare cibo e vestiti a chi ne avesse necessità.

Rimini risulta la seconda città italiana più colpita dai bombardamenti e con l’80% del territorio da ricostruire. Alberto viene nominato assessore al genio civile; nel suo ufficio un cartello che indica la sua indole: "i poveri hanno la precedenza". Nel 1945 il vescovo di Rimini chiede a Marvelli di seguire il gruppo dei Laureati cattolici: è l’occasione per favorire una formazione culturale a livello popolare. Alberto viene coinvolto anche nella politica e, vista l’urgenza di un servizio generoso e competente, accetta di impegnarsi in prima persona. Anticipa profeticamente diverse intuizioni che portano il Concilio Vaticano II a concepire una rinnovata testimonianza dei laici cristiani. Medita e commenta la Parola in famiglia, vive con profondità e con grande consapevolezza la liturgia cercando di formarsi costantemente e profondamente attraverso letture e meditazioni. Muore nel 1946, a 28 anni, mentre nella “sua” Rimini si reca ad un comizio per l’imminente elezione del sindaco.

Il 14-15 marzo l'Azione Cattolica convocherà a Rimini il Consiglio nazionale, e nello stesso weekend si svolgerà sempre a Rimini il Convegno nazionale per Amministratori e Politici. Per celebrare il decennale della beatificazione di Alberto, inoltre, l'editrice AVE ha pubblicato il volume Volare nel sole. Alberto Marvelli e la gioia di educare a cura di Cinzia Montevecchi. Si tratta di una preziosa antologia in cui l'autrice analizza l'approccio pedagogico del beato riminese attraverso una riflessione sugli appunti, le meditazioni, i quaderni di Alberto. Un volume interessante per tutti coloro che svolgono un servizio educativo e per quanti si chiedono come vivere la sfida educativa dentro al contesto storico in cui ci troviamo. In appendice si può trovare una curiosa raccolta di barzellette e aneddoti che Alberto utilizzava per introdurre le riunioni.

Queste si aggiungono alle tante iniziative che caratterizzano a Rimini l’anno marvelliano: la messa del 5 ottobre (memoria del beato Alberto Marvelli) celebrata dal vescovo di Rimini mons. Francesco Lambiasi e dall'assistente generale nazionale dell'Ac mons. Mansueto Bianchi che ha dato avvio alla festa, oltre che numerosi eventi promossi per far conoscere la figura di Alberto, mostre, convegni, seminari di approfondimento. È inoltre uscito il docu-film «Siamo fatti per il cielo. Una vita tutta di corsa» al quale si può contribuire tramite la campagna adotta un frame visibile sul sito http://chiesa.rimini.it/albertomarvelli/. Per consultare il programma completo dell'anno marvelliano si può accedere al link http://chiesa.rimini.it/albertomarvelli/un-anno-con-alberto-201415/programma/.

Alberto Marvelli è un'esemplare figura di laico cattolico. Un giovane, amico dei giovani, innamorato della vita, degli uomini e di Dio. L'Azione Cattolica gioisce in questo anniversario ringraziando Dio per il dono di un giovane così appassionato alla vita, così esemplare nella testimonianza cristiana!