#RicalcolaPercorso: secondo giorno ad Anagni

Versione stampabileVersione stampabile
La foto del gruppo dei campisti SG e Msac di Anagni

di Luca Boni e Simone Griggio (Albenga-Imperia) — Anche il secondo giorno del Campo Nazionale Giovani qui ad Anagni si è concluso.

È bello ripensare ora, dopo la fantastica cena organizzata dagli amici della delegazione regionale del Lazio e della Presidenza diocesana dell'AC di Anagni-Alatri, alla giornata vissuta insieme. La giornata è iniziata con la messa celebrata da don Luca Fanfarillo (assistente diocesano di Anagni-Alatri) che ci ha ricordato, sull'esempio di Santa Marta, la necessità di far coesistere il servizio e la dimensione spirituale per una piena responsabilità associativa.

Si è poi unito a noi questa mattina Matteo Truffelli, il nostro presidente nazionale, che ci ha regalato un importante riflessione per ricalcolare il percorso in riferimento all'identità dell'AC. Abbiamo chiesto a Matteo di spiegarci come l'Azione Cattolica deve porsi nel proprio tempo. Dobbiamo vivere come cercatori "senza navigatore", mantenendo cioè la consapevolezza della meta e del cammino da percorrere per raggiungerla. Il presidente ci ha suggerito tre punti di riferimento per orientarci durante questo viaggio, per leggere la realtà del nostro tempo: lo Statuto, che ci ricorda l'identità dell'AC; la storia dei 150 anni, che ci spiega il perché di questa identità; l'Assemblea Nazionale, prodotto del discernimento sulla molteplice realtà attuale. Passando attraverso alcuni punti dell'Evangelii Gaudium, Matteo ha portato ai nostri occhi la necessità di riscoprire e riconfermare la scelta religiosa come punto essenziale per vivere il nostro tempo da testimoni efficaci dell'annuncio Evangelico: la bellezza dell'Amore salvifico di Dio. Per concludere, il presidente ci ha lasciato quattro caratteristiche fondamentali che l'Azione Cattolica dovrebbe sempre più far proprie, per essere presenza significativa "nel qui e ora": AC come Chiesa Sinodale, capace di camminare insieme; AC missionaria, evitando una formazione slegata dalla missione; AC più popolare, a misura di tutti, perché nessuno si posso sentire "non all'altezza"; AC non clericale, fondata sulla corresponsabilità laicale in uscita. 

A seguire c'è stato lo spazio per il lavoro di gruppo svolto con le stesse modalità di ieri, ossia cercando di fare esperienza concreta di discernimento. Abbiamo infatti riflettuto e ci siamo confrontati sulle risorse, sulle preoccupazioni e sulle tensioni della nostra esperienza associativa.

Nel pomeriggio ci siamo messi in ascolto di Don Tony, il nostro assistente di settore che, partendo dalle note di "Buon Viaggio" di Cesare Cremonini, ci ha guidato in una riflessione sul discernimento personale che si intreccia con il discernimento associativo. Discernere è innanzitutto sapersi fermare per poter decidere cosa rende piena e cosa rende vuota la nostra vita. Attraverso tre fondamentali domande (chi stai scegliendo? a chi stai dando le chiavi del tuo cuore? a chi appartieni?) Don Tony ci ha spronato a riconoscere quale sia l'unico segno essenziale per la nostra vita di giovani: Gesù e la Sua Parola. Ecco il centro del nostro compito di giovani di AC: permettere che gli altri incontrino Gesù attraverso la nostra vita bella e trasparente, fondata su di Lui. Da questo scaturisce quell'amore proprio di chi sa farsi prossimo all'altro trovando il tempo necessario per vivere relazioni vere e autentiche. Non si tratta di chiedersi "quanti siamo?" o "quanti eravamo?", ma chiedersi "quante persone hanno incontrato Gesù con la nostra testimonianza di vita?". Esiste un amore da riscoprire continuamente, per comprendere che la fatica di una vita vissuta pienamente è la bellezza dell'esistenza.

Il lavoro di gruppo svolto dopo questo intervento ci ha permesso di legare il discernimento individuale della vita dei giovani al discernimento associativo che ognuno di noi vive nelle proprie realtà locali. Questa intensa giornata si è quindi compiuta appieno nell'incontro con Gesù durante l'adorazione eucaristica, prima della fantastica cena regionale vissuta all'interno di un oratorio di una parrocchia della diocesi di Alagni-Alatri.