#RicalcolaPercorso: ultimo giorno ad Anagni

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Luisa, Michele, Adelaide, Lorenzo e don Michele

di Luigi Di Palma (Diocesi di Nocera Inf. - Sarno) – E come  tutte le cose belle siamo giunti alla fine! Il campo nazionale di Anagni si è concluso oggi con il pranzo: l'ultimo giorno è giorno di partenze ma non finisce il campo perché da oggi si parte per ricominciare a "ricalcolare il percorso" nella nostra quotidianità, nelle nostre realtà locali! 

La mattinata è iniziata con don Michele Falabretti, direttore del Servizio nazionale per la pastorale giovanile della CEI, che ha presieduto la Celebrazione Eucaristica, durante la quale, a partire dal Vangelo, ci ha aiutato a riflettere sulla potenza e sulla grandezza di Dio e sulla fiducia che ripone in ciascuno di noi. 

Successivamente Settore e Msac insieme ci siamo confrontati con don Michele sul tema del Sinodo 2018. Don Michele ci ha aiutato a riflettere sulle ragioni che hanno spinto il Papa a scegliere i giovani come tema centrale del Sinodo e sul perché ognuno di noi deve sentirsi parte attiva del cammino sinodale insieme ai Vescovi. L'icona biblica scelta è quella del discepolo amato che rappresenta un pò il giovane, che nonostante le mille difficoltà e fragilità, ha dentro di sé, nel proprio cuore, quell'impronta del Creatore che gli permette di comprendere e fare la sua volontà. Ma come concretizzare ciò se, essendo noi imperfetti, spesso ci sentiamo a tratti il giovane amato e a tratti il giovane ricco? La risposta di Don Michele è stata molto semplice: è proprio la nostra fragilità che ci dà la forza e la spinta di cambiare il mondo; ed il cambiamento non è istantaneo ma avviene nel corso del tempo! È il cammino, è la nostra vita quel luogo dove possiamo incontrare l'amore di Dio e sperimentarlo nell'incontro, nell'ascolto e nell'accoglienza dell'altro.

Nella seconda parte della mattinata, invece, ci siamo divisi in gruppi e abbiamo meditato sulle dieci parole attorno alle quali far ruotare l'impegno in questo tempo di preparazione al Sinodo, cercando di trovare buone prassi e proporre domande all'ospite.

Prima di pranzo,  poi,  è toccato ai segretari del Msac Adelaide e Lorenzo riassumere i 4 impegni frutto del lavoro degli studenti durante il campo nazionale di questi giorni. Ecco i loro impegni: 1) essere studenti impegnati ad accettare la sfida di osare il cambiamento perché non siamo soli e gli eventuali errori/fragilità devono aiutarci a rimetterci in gioco e non avere paura di volare alto; 2) essere studenti impegnati nel popolo di Dio: per volare alto dobbiamo essere noi a coinvolgere il popolo di Dio per camminare tutti insieme, ed è proprio questo il senso profondo del percorso del Sinodo; 3) essere studenti impegnati a custodire la scuola: per accompagnare e accogliere i compagni affinché si possa essere "qualcosa di bello"; 4) essere studenti impegnati ad annunciare la vita: partire dalle proprie vite per condividere le nostre ferite affinché diventino "feritoie" per vedere attraverso i cuori che la vita è bella se vissuta in pienezza nella quotidianità. 

I vicepresidenti giovani, Michele e Luisa, hanno fatto l'impossibile: non solo hanno sintetizzato tutto il campo in pochi minuti (wow!), ma ci hanno mostrato quel filo conduttore che ha tenuto insieme tutto il campo: ci hanno ricordato che ci porteremo a casa anzitutto le relazioni create, i momenti di condivisione e scambio vissuti, i sorrisi e gli abbracci che ci ricordano di essere parte di un'unica famiglia. Siamo pronti a partire per il nuovo anno associativo con slancio e coraggio per vivere la gioia di essere giovani ma allo stesso tempo responsabili di AC. Entrando nel tema del campo, il discernimento, ci siamo dati delle coordinate fondamentali attraverso cui orientarci, un metodo da riportare nella quotidianità della nostra vita personale e associativa. Abbiamo imparato a rimetterci in gioco. Abbiamo faticato a fare sintesi tra le diverse realtà diocesane per progettare quei ponti che costruiremo insieme! E sarà proprio il Sinodo a darci l'occasione di metterci in gioco "ed essere costruttori e artigiani del futuro".

Infine, ma non per questo meno significativi, sono stati i grazie e i saluti degli assistenti nazionali, don Michele Pace e don Tony Drazza: ci hanno salutato ricordandoci di volerci bene altrimenti tutto il resto sarà inutile!