Progetto Tobia: una proposta per l’attenzione ai fuori sede

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Cambi città? L’Ac ti accompagna!

Gli studenti di oggi sono un po’ come Gesù, che passava di città in città, di incontro in incontro senza “perdersi”.

Sono molti i giovani che per ragioni di studio e lavoro lasciano la propria diocesi per spostarsi in altre parti d’Italia. Spesso l’allontanamento dalla propria diocesi si traduce anche in un rallentamento o in un’interruzione del proprio percorso associativo e formativo: le difficoltà materiali e spirituali del trasferimento sono molte, all’inizio spesso vissute da soli, e non sempre è facile inserirsi in una nuova parrocchia o in una nuova associazione e continuare il proprio percorso di amicizia e formazione umana e spirituale.

Questo avviene proprio in un periodo di cambiamenti e novità, di ricerca intellettuale e spirituale, in cui fondamentale sarebbe il ruolo e il sostegno della comunità. L’idea di fondo è quella di tenere vivo il legame di amicizia e relazione tra le persone che anima la nostra associazione.

L'obiettivo di questo progetto è quello di accompagnare e dare continuità al percorso di formazione dei giovani che si trasferiscono dalla propria diocesi. Inoltre ha lo scopo di accogliere questi giovani nelle diocesi di arrivo e aiutarli a vivere l’esperienza da fuorisede come un’esperienza non di solitudine, ma inserita nel cammino di comunità dell’associazione.

Il progetto è rivolto ai giovani che per motivi di studio o lavoro si trasferiscono dalla propria diocesi di origine in un’altra diocesi italiana.

Uno strumento utile per approfondire questa tematica è il Progetto Fuorisede. L’accoglienza: indicazioni utili per i giovani e per le associazioni diocesane, scaricabile cliccando qui.

 

 

Cerchi un contatto

Sei vice in una diocesi di partenza? Nessun problema: per tutti i tuoi dubbi, puoi scrivere un’e-mail a fuorisede@azionecattolica.it. Ti risponderemo il prima possibile, aiutandoti a trovare le soluzioni più adatte per i giovani della tua diocesi.

Anche se sei vice di una “diocesi di arrivo”, puoi contattare il centro nazionale alla stessa mail: ci confronteremo su alcune idee e possibilità per accogliere i giovani fuori sede nel migliore dei modi.

 

 

Per iniziare…

Sono molte le iniziative e le attenzioni già presenti. Il progetto si propone di inserire le tante attività e impegni già esistenti e quelli che verranno messi in campo in una cornice unitaria. Ecco alcune delle iniziative già avviate:

  • Collegamento tra diocesi di “partenza” e diocesi di “arrivo”: la segreteria del settore Giovani è a disposizione per mettere in collegamento i responsabili delle diocesi di partenza e di arrivo. Puoi trovare i riferimenti nella sezione Cerchi un contatto?

          E’ essenziale ricordare che la buona riuscita del progetto dipende da tre condizioni:

          1. La capacità e la volontà delle diocesi di arrivo e di partenza di credere nel progetto;

          2. La capacità e il desiderio dei giovani di farsi accompagnare, di investire in questa scelta associativa;

          3. La ricchezza più grande è la relazione: è importante che trovino persone che li accompagnino in questo 
             momento bello e delicato della loro vita.
  • Valorizzare e promuovere l’attività della Fuci, quando essa è già attiva negli atenei della diocesi d’arrivo, e stimolarne la nascita laddove non esistesse ancora.
  • Saranno matricole: una proposta di orientamento universitario con l’obiettivo di preparare gli studenti delle scuole superiori alla scelta consapevole dell’università, attraverso l’incontro e il dialogo con studenti universitari. Saranno Matricole. Appunti per una scelta più consapevole, realizzato da Msac e Fuci, AVE, 2004 è scaricabile cliccando qui.
  • Facoltà di scelta: una tre giorni di orientamento per giovani che intendono intraprendere il percorso universitario, pensato per ridare un senso alto e integrato, in una prospettiva di fede, alla scelta universitaria. Il sussidio realizzato da Settore Giovani, Msac e Fuci è scaricabile qui.                                                                                                                              
  • Mobilità internazionale (Erasmus, ecc): se l’esperienza da fuorisede è all’estero, anche in quel caso l’Ac non lascia soli! Attraverso il Forum Internazionale di Azione Cattolica (Fiac) esiste la possibilità di contattare l’Ac presente negli altri Paesi (per informazioni puoi scrivere a info@fiacifca.it).

 

Possibili iniziative...

Altre possibili iniziative le indichiamo di seguito e possono essere realizzate idealmente e fattivamente in collaborazione con la Fuci, e coinvolgendo il Mlac, in particolare per i giovani lavoratori:

  • Festa delle matricole, rivolta a tutti i giovani di Ac e non solo, per far conoscere tra loro i giovani – fuorisede e non – che iniziano l’avventura universitaria;
  • Per le diocesi di partenza, pensare a degli incontri diocesani per giovanissimi che si preparano alla scelta universitaria per fornire loro delle indicazioni pratiche e dei punti di riferimento possibili;
  • Gemellaggi associativi e interscambio di iniziative tra diocesi di partenza e diocesi di arrivo, creando dei ponti che sappiano coinvolgere questi giovani mantenendo vivo il legame formativo. Si potrebbe pensare ad una festa di partenza/arrivo in cui le associazioni diocesane si incontrano per segnare questo passaggio nella continuità dello stile associativo che non abbandona nessuno;
  • Iniziative interdiocesane (pellegrinaggi, weekend,...) nel “tempo della distanza” per condividere alcune tappe del cammino formativo che resta comunque riferimento unico per ogni associazione;
  • Collaborare con l’ufficio diocesano per la pastorale universitaria;
  • Apertura dei centri diocesani, come aule studio, ritrovi post-lavoro, ecc;
  • Valutare l’opportunità di pensare a momenti diocesani, attraverso degli incontri di preghiera o comunque di natura spirituale, o di iniziative dirette nello specifico agli universitari; i luoghi di incontro possono essere i locali del centro diocesano, le cappelle universitarie, gli atenei disponibili oppure anche una parrocchia situata in qualche quartiere in cui la presenza di universitari fuori sede sia massiccia;
  • Un’attenzione specifica ai lavoratori “fuori sede”, che vivono innegabilmente esigenze (e soprattutto orari) differenti rispetto agli studenti universitari;