Diario di campo #Fuori Tutti 4 agosto 2014

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L’avventura continua. La serata di ieri ha davvero aperto un orizzonte di gioia che ha dato il via ad un’altra intensa giornata.

Oggi si parte dal cuore, dal tesoro che è nascosto dentro ognuno di noi. La mattina di questo primo “vero” giorno di campo è tutta per lo spirito. Due parabole del Vangelo di Matteo ci hanno presentato un mercante e la sua scoperta di una perla preziosa; un contadino e un campo con un tesoro nascosto. Metafore della vita di ciascuno di noi, come dirà l’assistente ecclesiastico generale di Ac Mons. Mansueto Bianchi durante la lectio che ha tenuto per tutti i campisti.

Il Vescovo ha sottolineato che, ancora una volta, il Vangelo parla alla vita “tutta intera” di ognuno. Ogni parabola del Vangelo suggerisce una direzione: a noi spetta individuarla. “La parabola presenta una verità che coinvolge cuore, corpo, volontà, emozioni. Tutta la vita”. “Il regno di Dio è Dio stesso che, nella persona di Gesù, entra in contatto con la vita dell’uomo, nella storia, nel quotidiano. Il regno di Dio è gemma ed è tesoro, non è banalità. Non è aggiunta, né rifinitura della vita, ma è prezioso quanto è preziosa la vita, anzi: è la preziosità stessa della vita. Senza Cristo, la vita impallidisce. Senza di Lui la vita non danza, non cammina, ma strascica i piedi e si affloscia”. Solo per citare alcuni degli innumerevoli spunti che Mons. Bianchi ha lanciato nel corso del suo intervento.

Il Vescovo, condividendo con noi la sua riflessione sul Vangelo, ci invita a “scavare”, per scoprire il tesoro nel profondo delle nostre vite. Le due parabole – ribadisce ancora Mons. Bianchi -  mostrano la gioia della scoperta, di un incontro che fa danzare la vita. La danza poi, diventa cammino dal passo faticoso, ma tenace.

Durante la mattina, ancora una sosta personale nel proprio “luogo dell’anima”, prima di celebrare insieme l’Eucarestia. Nel pomeriggio, Mons. Bianchi e Pina De Simone, docente di etica generale e filosofia della religione presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, ci hanno permesso di approfondire il nostro essere “missionari della gioia”, alla luce dell’Evangelii Gaudium di Papa Francesco.

Numerosissimi gli spunti di riflessione: “il nostro andare è uscire per imparare a camminare con gli altri, sapendo che il cammino della vita è vero solo quando è condiviso”, sottolinea Pina De Simone. Essere missionari della gioia, dunque, è rimanere intimamente uniti a Cristo, andando incontro all’altro non come coloro che impongono, che giudicano, ma come coloro che parlano il linguaggio dell’amore, che sanno condividere, che si muovono tra le pieghe del tempo e della storia con passo “leggero”. Leggerezza che non è superficialità, ma affidamento e consapevolezza che Dio colma con il Suo coraggio, ogni nostro timore.

Durante la relazione a due voci e il dibattito seguente, con vivo interesse, sono stati approfonditi diversi temi: ruolo dei laici e dei sacerdoti, stili e strumenti per vivere la missione, metodi dell’azione pastorale, economia e relazione, impegno per il bene comune, povertà “concreta” della Chiesa. È significativo e dà gioia poter riscontrare l’attenzione dei giovani per questi argomenti, in questo tempo.

Qui a Fognano viaggia veloce anche il treno delle relazioni! Lo slancio decisivo, per oggi, lo ha dato il Movimento studenti, autore di una serata più che “movimentata”! È sorprendente accorgersi di quanti legami si riescono ad intessere e quanto è possibile condividere, se c’è voglia di comunione. L’aria è proprio questa!

Domani, un’altra intensa giornata. Si va fuori, tutti.