Diario di campo #Fuori Tutti 5 agosto 2014

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Eccoci ancora per raccontare quest’altra giornata di campo. Ieri, il giorno del cuore. Oggi quello degli occhi, e dei luoghi. Luoghi di incontro. Luoghi di tutti i giorni; che puoi vivere sempre e che puoi rischiare di non vivere mai. Tutta una questione di sguardi, di prospettive.

La nostra giornata qui a Fognano è iniziata con l’Eucarestia, celebrata da don Michele Falabretti, direttore nazionale del Servizio di Pastorale Giovanile. Poi, alcuni esercizi per rinnovare gli occhi e lo sguardo. Al mattino si è tenuta una tavola rotonda con Pier Paolo Triani, pedagogista e consigliere nazionale di Ac per il Settore adulti; don Vito Piccinonna, direttore della Caritas diocesana di Bari-Bitonto e già assistente centrale per il Settore giovani di Ac; Maria Grazia Vergari, psicologa, psicoterapeuta e vicepresidente nazionale di Ac per il Settore adulti.

“Esistono prima di tutto i volti e le storie: le periferie sono categorie, contesti all’interno dei quali ci sono persone che vivono la vita al di là dei nostri confini”, precisa Pier Paolo. L’attenzione alle periferie si traduce allora in passione per la persona, per la relazione, per la cura del background in cui avviene quest’incontro.

“Sono i centri che creano le periferie: qualcuno rischia di rimanere solo, emarginato nella sua fragilità. E non è bene che l’uomo sia solo; alla radice di ogni povertà c’è sempre un humus di solitudine”. Don Vito sottolinea come il primo passo per “uscire” verso le periferie sia quello di accogliere la persona, soprattutto nel momento della sua fragilità.

Questo aspetto è stato approfondito anche con Maria Grazia: “spesso, ogni fragilità esistenziale ha origine dal bisogno di ciascuno di essere “visto”. L’essere visto è qualcosa che da fiducia. Ebbene, non tutti sono stati guardati. Ciò amplifica la fragilità nel momento in cui ci si scopre vulnerabili. Tre sguardi diversi dunque, ma un solo nucleo: è alla persona che va dedicata tutta la nostra cura. Ecco il motore della missione. Una declinazione del verbo “andare”, quindi, potrebbe essere “sapersi fermare con”. E più che “uscire”, col rischio di assumere il ruolo di “esperti risolutori di problemi” scollegati dal territorio, dobbiamo imparare a “saper stare”, come suggerisce ancora don Vito. Saper stare dentro le realtà che, giorno per giorno, ci interpellano. Rinnovare e allargare lo sguardo. Animare la storia, le vite. La tavola è stata davvero rotonda: i campisti hanno partecipato con numerosissimi interventi.

Se la mattina è stata intensa, il pomeriggio ha superato ogni attesa. Sette gruppi di campisti hanno incontrato altrettante realtà vive e operanti a Fognano e dintorni, con l’obbiettivo di poter vivere un confronto, una condivisione di esperienze con chi ha vissuto storie difficili. Il fine di questo “partire dall’esperienza” è stato quello di acquisire strumenti, stili e sensibilità per accogliere dentro di noi le realtà che giorno per giorno viviamo.

Durante gli incontri con le comunità, insieme a chi spende la vita per aiutare gli ultimi, con la ricchezza di numerose opportunità di confronto diretto con chi è assistito, abbiamo sperimentato uno sguardo nuovo sulle periferie e sul grande lavoro di recupero e accompagnamento che si fa per “riportare alla vita” chi aveva perso la speranza. Ma l’emozione non può rimanere solo una sensazione bella e forte: deve necessariamente essere tradotta in metodi, piste concrete. Da qui, dunque, ripartiamo col proposito di animare le nostre realtà diocesane alla luce delle preziose esperienze che abbiamo condiviso.

Una giornata così non poteva che concludersi con un’esplosione di gioia! Per questo, la Delegazione Regionale dell’Emilia-Romagna ha preparato una grande festa all’interno della cornice più che suggestiva della “Rocca” di Brisighella. Protagoniste, la bellezza dello stare insieme, musica e danze, e l’immancabile piadina romagnola.

Domani incontreremo il nostro Presidente nazionale, Matteo Truffelli. Insieme a lui, inizieremo a tirare le somme di questo campo, condividendo le esperienze vissute fino ad oggi, sintetizzando in punti concreti strade possibili per un’Ac sempre più… en salida!