Diario di campo #FuoriTutti 6 agosto 2014

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La giornata di oggi è iniziata con un incontro in “famiglia”. Dopo aver celebrato, infatti, ci siamo presi lo spazio per una lunga chiacchierata con Matteo Truffelli, Presidente nazionale di Ac. Matteo è docente di Storia delle Dottrine Politiche all’Università di Parma. Lo scenario intimo e familiare approntato ad hoc per questo confronto ha contribuito a conferire un taglio confidenziale ed informale a questa mattinata.

In prima battuta, abbiamo condiviso col Presidente le esperienze di incontro e confronto vissute ieri. Poi, la presentazione. Abbiamo chiesto a Matteo di raccontarsi: relazioni, studio, lavoro e passioni che convergono e concorrono alla scelta di dedicare parte della sua vita al servizio di responsabilità alla guida dell’Associazione. Abbiamo ascoltato un laico appassionato dell’uomo e della storia, che ha conosciuto l’Ac da bambino e che continua, da uomo, a dire ogni giorno il suo “sì” a Cristo e alla Chiesa.

L’incontro con Matteo ci ha permesso di approfondire ulteriormente i temi che abbiamo affrontato in questi giorni. Il Presidente, in un passaggio, si è soffermato sull’identità associativa: “l’Ac non è chiamata a diventare ciò che non è, ma ad essere pienamente ciò che è”. Ancora una volta, quindi, uno slancio di riscoperta identitaria che ha come scopo la cura dell’uomo e della città degli uomini. Sì, perché l’Ac, come più volte sottolinea Matteo, non può non spendere energie per il bene comune. Da qui anche il richiamo a vivere la politica come servizio. Numerosi infine i riferimenti  all’impegno che l’Ac può spendere nel “fare rete”.

Per rispondere pienamente alla vocazione dell’Ac – ha concluso il Presidente – occorrono “credenti appassionati” capaci di vivere il Vangelo nel quotidiano e nei loro ambienti di vita. È qui che si incontra, ordinariamente, la periferia. È qui che siamo chiamati ad accogliere l’altro.

Nel pomeriggio, i giovani hanno avuto modo di condividere in gruppi alcune considerazioni sull’incontro col Presidente e di individuare, a partire da questi stimoli, punti di partenza, blocchi e potenzialità delle loro associazioni diocesane per attuare progetti concreti. Conclusi i laboratori, accogliendo la proposta del FIAC, abbiamo pregato per la pace insieme alle Ac di tutto il mondo.

La serata di giochi e animazione è stata curata splendidamente dagli incaricati regionali. Giochi e allegria hanno permesso di consolidare ancor di più i tantissimi nuovi legami creati durante questi giorni di campo.

Domani si torna a casa, ma il campo non finisce qui. “Fuori tutti”… è appena iniziato!