Interventi del modulo formativo del 6-8 marzo "Si può fare!"

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Settore Giovani Nazionale a Trevi (PG)

«Si può fare!». No, non stiamo facendo riferimento alla ben nota battuta di cinematografica memoria che potrebbe venire alla mente, né a nulla di fantascientifico. Anzi, il si può fare di cui parliamo richiama qualcosa di molto concreto. "Si può fare! - alle radici del nostro impegno", infatti, è il titolo del modulo formativo tematico che si è svolto a Trevi (PG) dal 6 all'8 marzo 2015.

Al modulo, proposto in via prioritaria ai consiglieri e ai membri d'equipe diocesani del Settore giovani, hanno partecipato circa un centinaio di responsabili, provenienti da diverse diocesi d'Italia. Scopo del weekend è stato quello di proporre una riflessione a tutto tondo sul bene comune: obiettivo arduo, se si pensa a tutti i contenuti che possono riguardare questo tema e a quanto potrebbe essere necessario approfondire, volta per volta. Eppure, la scelta di argomenti che interessano da vicino i destinatari, unita all'intenzione di far sperimentare un metodo col quale interpretare il territorio e spendersi per il bene comune, ha portato i suoi frutti.

Il modulo stesso è stato pensato e costruito sulla base di questo metodo; nella fase iniziale del seminario di studio è stato proposto infatti un tempo per la cura della spiritualità: solo all'interno di essa le radici dell'impegno personale che ciascuno decide di assumersi possono riuscire a trovare terreno fertile. Il passaggio successivo è stato di vero e proprio approfondimento: solo attraverso studio e informazione ciascun impegno può prendere corpo e diventare concreto. Durante il modulo sono stati approfonditi gli ambiti dell'università e della ricerca, della politica, del volontariato e del terzo settore. Ciò ha condotto alla necessità di confrontarsi, prima di tutto, ancora una volta con l'esperienza: quattro testimonianze relative ciascuna ad ogni aspetto che è stato trattato, hanno permesso di chiudere il cerchio con una prospettiva di concretezza.

All'interno di un percorso di formazione cristiano, è necessario parlare di bene comune. È necessario approfondire, esprimersi, dibattersi per giungere a soluzioni che sono bene-per-tutti. Proprio per questo, il Settore giovani di Azione cattolica ha deciso di spendersi in quest'ottica: il weekend di approfondimento che è stato proposto ai responsabili diocesani non poteva e non voleva essere esaustivo ma, ancora una volta, ci si è posti come obiettivo, quello di offrire la possibilità di vivere un'esperienza formativa, acquisire strumenti, favorire il confronto.

Il bene comune non può essere costruito a parole. È un percorso che costa fatica e che richiede tempo. Occorrono impegno, passione per la città, coscienze sensibili, attenzione sempre viva nella ricerca di  proposte di sviluppo concrete ed oneste, possibili ed eque. È un itinerario complesso, ma allo stesso tempo necessario e profondamente arricchente; l'Azione cattolica intende percorrerlo, facendosi portavoce e seminatore di bene comune. E poi quanti, proprio tra le fila dell'associazione, si sono spesi fino anche a dare la vita per il bene comune? La loro testimonianza grida a noi, oggi, che si può fare!