I have a dream.. ad Assisi per la pace

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Il racconto di un giovane della diocesi di Perugia il 26 ottobre 2011 ad Assisi con Benedetto XVI per la giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace con tutte le religioni del mondo.

 

 

Assisi, un’emozione sempre unica e nuova. Ogni volta che si entra nella città di Francesco, patrono della nostra amata Azione Cattolica dal 1916, non si può ritornare a casa come prima: il visitare una semplice chiesa, il passeggiare per le strade dove un tempo camminava Francesco, il poter pregare sulla tomba del padre serafico; lo senti che c’è un clima diverso rispetto a tutti gli altri posti. Assisi non è solo la città della pace, ma è proprio l’aria di Assisi che è un’aria di pace.

 

Venticinque anni fa il beato papa Giovanni Paolo II incontrò i capi delle grandi religioni, riconoscendo la ricerca della pace come obiettivo primario: un quarto di secolo dopo anche il nostro Santo Padre Benedetto XVI ha deciso di rincontrare tutti gli esponenti e le delegazioni di tutte le religioni mondiali. Un evento unico nel suo genere e di grande spessore culturale, oltre che spirituale. I giovani umbri, memori delle grandi emozioni vissute insieme ad altri 2 milioni di persone alla JMJ di Madrid, si sono preparati a questi incontro attraverso una “due-giorni” intensa vissuta interamente nel Pontificio Seminario Regionale Umbro Pio XI ad Assisi.

 

I HAVE A DREAM... questo lo slogan che ha caratterizzato la giornata del 26 ottobre: tantissimi giovani provenienti da tutte le diocesi umbre e i molti studenti fuori sede universitari a Perugia si sono incontrati ad Assisi per riflettere e approfondire il tema della pace. Questo incontro è stata l’opportunità per vedere la Chiesa dell’Umbria unita in riflessione e preghiera: la presenza di quasi tutti i vescovi umbri (gli assenti erano impegnati in altri ed importanti impegni pastorali) ha assunto un valore fondamentale in quanto è stato segno evidente per i ragazzi presenti di come il tema della pace sia importante sotto ogni punto di vista. Mons. Vincenzo Paglia, vescovo di Terni, ha coinvolto i presenti riflettendo sul tema della pace e del sogno attraverso una splendida catechesi, partendo anche e soprattutto dall’esperienza diretta di San Francesco. In una società in cui diventa sempre più difficile trovare momenti di pace, i giovani scendono in prima linea per cercare e inventare dei modi per praticarla e realizzarla. Solo se hai pace nel cuore puoi praticare l’amore, e solo così potrai essere davvero felice. La giornata, alla quale hanno partecipato complessivamente 1200 giovani, si è conclusa con la veglia di preghiera, presieduta dallo stesso Mons. Paglia, nella chiesa di San Rufino in Assisi per prepararsi spiritualmente all’incontro del 27 con il Santo Padre, anch’egli in preghiera a Roma. Le testimonianze scritte di grandi operatori di pace (Don Tonino Bello, Ghandi, Giorgia la Pira solo per citarne alcuni) hanno caratterizzato la veglia, in cui i presenti sono stati invitati a scrivere su un foglietto il sogno presente nel loro cuore. Tali sogni saranno affidati alle suore clarisse che s’impegneranno in preghiera. I giovani presenti hanno pernottato presso il pontificio seminario regionale, nella cui cappella, per tutta la notte, si sono alternati nella preghiera di adorazione.

 

La mattina del 27, mentre il papa era impegnato a Santa Maria degli Angeli con le delegazioni di tutte le religioni mondiali, i giovani, cui si sono aggiunte scolaresche provenienti da alcune scuole umbre, sono stati impegnati in cinque laboratori di pace, riflettendo sul tema della pace, sull’Islam e la nuova primavera islamica, sulla crisi europea, sulla povertà e l’ingiustizia e sull’ecumenismo, al termine dei quali è stato redatto un decalogo di richieste di pace, in corrispondenza con quello dei massimi esponenti di tutte le religioni mondiali.

 
Ma l’attenzione era tutta rivolta all’incontro con il Santo Padre nella piazza antistante la basilica inferiore di San Francesco: più di 300 giovani muniti di pass sono partiti in un pio pellegrinaggio dal seminario fino alla piazza. Animati da grande gioia, si sono preparati a questo momento di festa conclusivo di dialogo interreligioso. Questa giornata assume un grande valore per tutti quanti, compreso per chi scrive soprattutto quando hai la possibilità di stringere la mano al papa a pochi centimetri di distanza, e riveste importanza soprattutto per i giovani, che hanno la possibilità di vedere con i loro occhi per poi poter testimoniare come la pace accomuni tutti. Significativo è celebrare questa giornata nelle città di Francesco, amante della pace e appassionato di umanità; rimarrà indelebile il ricordo di questo evento, dove solo le differenze esteriori nell’abbigliamento e nella lingua hanno evidenziato la presenza di più credo religiosi, perché sembravamo tutti una grande famiglia unita insieme per la pace. Forte è il pensiero del papa, che riassume tutta la giornata: “Mai più la violenza! Mai più la guerra! Ma più terrorismo! In nome di Dio ogni religione porti sulla terra Giustizia e Pace, Perdono e Vita, Amore!” E nel suo saluto conclusivo, prima di scendere per pregare sulla tomba del santo di Assisi, invoca collaborazione totale per poter costruire pace, “per testimoniare superare violenze e divisioni, ed essere promotori di giustizia e pace”.
 
E allora come direbbe don Tonino Bello: “In piedi costruttori di pace”, tra i quali, in piazza ad Assisi, spicca la presenza del nostro presidente nazionale Franco Miano, accolto con entusiasmo dai giovani di Ac presenti,  che non potevano mancare a un evento così importante per il mondo intero e che li vede coinvolti da così vicino.
 
Paolo Tardio, studente di Francavilla F.na (Br)
“adottato” dall’Azione cattolica della diocesi di Perugia