Una giornata tutta italiana

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Festa degli italiani

Italiani. Questa la parola d'ordine di oggi. E diocesanità, perchè questa mattina le tantissime diocesi italiane si sono riunite intorno ai propri pastori per farsi accompagnare dalle parole delle loro catechesi nel percorso verso la porta santa della misericordia. Un cammino cominciato ancor prima di partire e continuato ieri con la S. Messa di apertura, che a poco a poco ci ha introdotti al grande dono della misericordia divina e umana.

Siamo giunti qui portando nel cuore i fatti tragici di queste ultime settimane, culminati nell'inspiegabile esecuzione di Rouen, la cui notizia ci ha raggiunti quando eravamo già arrivati a Cracovia.

Dal silenzio e dal desiderio di capire meglio che hanno caratterizzato la giornata di ieri, è scaturita la preghiera di oggi, che ha accompagnato il passaggio dalla porta santa e che ci ha fatti ritrovare nella grande spianata, per la S. Messa presieduta dal Card. Bagnasco e, poco più in là, per la grandiosa festa degli italiani. Una preghiera che si è tramutata in gioia e fiducia, sostenuti dalle parole pronunciate poche ore prima da Papa Francesco, che ha invitato tutti i giovani del mondo ad essere portatori di Speranza, che conta su di noi! E a questo appello, di pace e futuro, non possiamo certo sottrarci, anzi, nella quotidianità dobbiamo continuare a costruire, con le nostre scelte piccole e grandi, come prima e più di prima. 

La sorpresa più grande che ci ha portato la grande festa serale, proprio in apertura, è stato lo straordinario collegamento in diretta di Papa Francesco, arrivato solo qualche ora prima. È stato un momento pieno di emozione e gioia grande, ci siamo sentiti quasi privilegiati! Durante il collegamento il Papa ha risposto alle domande di tre giovani che hanno affrontato dei momenti particolarmente difficili nella propria vita, e a loro Francesco ha risposto chiedendo di non perdere mai di vista la dimensione del dolore, che insieme ai momenti felici accompagna la vita di ogni uomo. Oltre a questo ha aggiunto quanto sia fondamentale per la nostra vita di giovani la gioia, il perdono e la speranza. 

Appena concluso il collegamento con la festa degli italiani, Papa Francesco si è rivolto per un primissimo saluto a tutti i giovani presenti affacciandosi dall'episcopio di Cracovia, dalla stessa finestra che usava Giovanni Paolo II. Qui con grande emozione il Papa ha raccontato la storia di sofferenza e poi morte del giovane che ha curato la grafica dell'intera GMG ma che non ce l'ha fatta a viverla in prima persona. Eravamo in 90.000 ma, mentre Francesco parlava, regnava un grande silenzio che si è naturalmente trasformato in preghiera, certi che la morte non ha mai l'ultima parola per noi cristiani. 

La festa è poi proseguita in compagnia di tanti artisti italiani, in un clima di allegria, gioia, emozioni che solo incontri di questo tipo possono lasciare. In tutto questo, i volti dei tanti giovani di Ac presenti a Cracovia si sono incrociati dalla mattina alla sera, tra abbracci e rimpatriate con chi ancora non eravamo riusciti a salutare tra la folla di ieri, perchè, inutile dirlo, siamo davvero tantissimi!