#ilservizioèlagioia, sempre!

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Campo di servizio

Campo nazionale di Servizio del Settore giovani di Ac

“Ciao, come stai?”

“Ciao, bentornato. Tutto bene! La tua estate come è andata?”

“La solita estate di sempre, mare - amici, amici - mare… e tu?”

“Beh io, ho vissuto un’esperienza che ha cambiato tono e ritmo alla mia estate!”

 

Proprio così, il campo nazionale di servizio del Settore giovani dell'Azione cattolica italiana, vissuto da 14 giovani provenienti da diverse diocesi italiane, è stata un’esperienza che ha cambiato l’estate 2015. Naturalmente l’estate di questi giovani non era affatto noiosa, ma la loro scelta di partire per Roma, proprio nel pieno di agosto, ha dato quel “di più” per poter dire agli amici di aver vissuto una fantastica esperienza, di esser cresciuti nelle relazioni, di non dare dei giudizi scontati su alcune situazioni e di conoscere e saper stare accanto ai nostri fratelli che vivono la povertà, anzi le diverse povertà. Il campo ha avuto luogo dal 18 al 24 agosto: l’apertura si è svolta a Roma, presso il centro nazionale dell’Azione cattolica italiana, dove i vicepresidenti, Lucia e Michele, insieme all’assistente nazionale Don Tony, hanno introdotto il campo. Dal 19 al 23 agosto ci si è spostati ad Ostia, presso una struttura della Caritas, per svolgere il servizio di volontari durante la mensa diurna, il pomeriggio e la mensa serale; a stretto contatto con le decine di persone che per motivi di estrema povertà vengono aiutate in questo centro.

 

I partecipanti, provenivano da 14 diverse diocesi italiane, sono giovani a cui la proposta di partecipazione è arrivata dal presidente diocesano o dal proprio responsabile di Settore. Un gruppo che non si conosceva e che ha trovato affiatamento sin dal primo giorno. L'idea di coinvolgere alcune diocesi italiane valorizzando persone scelte all'interno della realtà locale esprime la sensibilità diffusa in tutta l'Associazione per il servizio ai più bisognosi. È una sensibilità presente, ma che allo stesso tempo va stimolata; per questo motivo l'esperienza vissuta a livello nazionale vuole comunicare e diffondere l'irrinunciabile impegno concreto che associa all'annuncio evangelico una capacità di mettersi in gioco concretamente dove si riscontrano maggiori fragilità.La valorizzazione della realtà locale attraverso la scelta del partecipante al campo di servizio è un segno di come sia importante curare questo carisma e di come l'Associazione possa fare rete anche nel campo caritativo.

 

La formazione integrale del giovane di oggi non può prescindere da un equilibrio tra la fase di riflessione e quella di iniziativa pratica; l'Ac intende immergersi pienamente nel contesto attuale per far proprie le gioie e i dolori degli uomini di questo tempo. Questo campo di servizio vissuto a livello nazionale con alcuni giovani scelti dalle diocesi vuole educare tutta l'associazione a questa irrinunciabile attenzione agli ultimi. Le persone che hanno più bisogno di sostegno e aiuto spesso sono ai margini della società e nei nostri gruppi fatichiamo a rendercene conto e ad incontrarle. Ci sono tuttavia realtà di volontariato e di carità, anche nelle diocesi, che da una parte hanno bisogno di supporto e dall'altra permettono di aprire uno sguardo più profondo verso quelle persone.

 

Ogni sera, si rientrava a Roma con nuove consapevolezze, nuove visioni della vita, molte riflessioni e anche pensieri tristi. La condivisione coi poveri è stata una vera e propria scuola di vita; abbiamo ascoltato tanti racconti esistenziali, ma abbiamo anche condiviso del tempo: una partita a carte, un film, due tiri col pallone. Abbiamo fatto esperienza di una formazione più completa, più significativa e coinvolgente; stare coi poveri ci ha fatto bene. La relazione esigeva estrema delicatezza, tanta disponibilità ad ascoltare piuttosto che parlare, grande rispetto delle fragilità e soprattutto la consapevolezza che davanti c'era sempre una persona, al di là di meriti o colpe; quale relazione umana non necessita di fondarsi su questa prospettiva?