La mafia non è invincibile

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L'attentato di Brindisi ha messo l'Italia e gli Italiani di fronte ad una realtà di violenza e sopraffazione. Questa riflessione richiama il nostro paese a riflettere sul valore della legalità e del rispetto della persona a venti anni dalla morte dei giudici-simvbolo della lotta alla mafia: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Circa dieci giorni fa era stato fatto esplodere un altro ordigno nell’automobile del presidente dell’Associazione Antiracket di Mesagne, sempre nel brindisino, e il 23 maggio ricorre il ventesimo anniversario dalla strage di Capaci, in cui morirono Giovanni Falcone e sua moglie, Francesca Morvillo. Proprio a loro è intitolata la scuola che sabato ha fatto da teatro per l’ennesimo atto di violenza cieca, che è costato la vita ad una adolescente e ne ha feriti altri.

Agghiacciante il tempismo di chi ha progettato questa crudeltà: l’ordigno è stato fatto esplodere pochi minuti prima dell’apertura della scuola, quando lo spazio antistante era popolato di studenti che stavano per iniziare la loro giornata al suono della campanella, inconsapevoli di essere stati mercificati da una vile logica mafiosa, quella che pretende di scambiare la dignità con il disimpegno, la vita con l’omertà. Quella che sembra invincibile perché genera paura e scoramento, soprattutto quando colpisce l’innocenza e la fedeltà. Proprio come è accaduto vent’anni fa e tristemente anche oggi.

Ma “la mafia non è affatto invincibile”,  lo diceva Giovanni Falcone in una celebre intervista a Raitre, è una cultura che ha prodotto i suoi miti, e il più radicato è proprio quello dell’invincibilità, che ne consolida il potere quando non lo si combatte con l’azione più efficace: l’educazione.

La scuola sabato ha assistito ad un momento di violenza, ma forse è proprio  la cultura l'arma più potente perchè le idee di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino possano camminare sulle strade del 2012. Siamo chiamati tutti ad un impegno di formazione delle coscienze perchè ciascuno riscopra la propria dignità e il rispetto delle regole della vita comunitaria che mettono al centro il valore di ogni persona.

Questo cammino richiede un patto tra cittadini e istituzioni perchè il nostro paese cresca nella consapevolezza delle proprie responsabilità e nella forza dei suoi 'eroi' che hanno dato la vita per dimostrare che un'Italia diversa è possibile, vent'anni fa come oggi!

Nadia Matarazzo consigliere nazionale