Progettare insieme dai bisogni delle nostre realtà

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Giovani maltesi, romeni ed italiani si incontrano in Romania per l’ultimo appuntamento di OWLS

 

Emanuela Gitto - Cosa ci faceva un gruppo di quattro giovani di ACI in Romania durante l’estate? Dal 20 al 23 agosto scorso, si è tenuto a Iasi (Romania) il quinto ed ultimo appuntamento del progetto Erasmus+ OWLS (Opportunities + Willingness + Learning = Success), cui il Settore Giovani ha preso parte insieme ai corrispettivi maltesi e romeni. Il fil rouge che ha tenuto insieme le attività dei giorni passati insieme è stato quello della progettualità, ossia l’arte di trasformare le idee in attività e progetti concreti, che possano cambiare le nostre realtà. Questo è qualcosa che sta già nel dna dell’AC, che a vari livelli vede migliaia di educatori e membri di équipe muoversi per proporre attività sul territorio.

Questa volta in Romania si sentiva tra i partecipanti e all’interno del team di OWLS la sensazione di essere arrivati alla fine della corsa di questi due anni di incontri e di scambi, ma c’era dall’altra parte la consapevolezza che questa conclusione trovasse posto solo sulla carta, ché di fatto le relazioni che si sono create non le può fermare più nessuno. Tutto questo percorso fatto insieme è stato la dimostrazione più concreta che la convivenza e l’arricchimento reciproco non possa che partire dall’incontro con l’Altro, e che l’Azione Cattolica è un luogo privilegiato per vivere l’universalità della Chiesa nella sua dimensione più quotidiana. Non mancano le sfide e le stanchezze, ma insieme è tutta un’altra storia! Ecco i racconti di chi c’era:

Lo zampino di Dio nel pensare anche me nel disegno di quest’esperienza si poteva percepire già un anno prima, quando essa era ancora un embrione. Notte dell’11 agosto 2018, Chiesa di Santa Maria in Vallicella, Roma. Si teneva qui una delle diverse stazioni che erano proposte ai giovani, in attesa di incontrare il Santo Padre la mattina successiva: una veglia di preghiera organizzata dall’Azione Cattolica, il filo conduttore la costellazione del Cigno. È proprio durante quella veglia che ad un tratto ho sentito nominare la Romania, nazione in cui avrei iniziato il mio anno di Erasmus studio di lì a poco. La curiosità di quel momento ha fatto sì che ad un anno e 1500 km di distanza mi ritrovassi ad ammirare la stessa costellazione del Cigno nel cielo della Romania, con tanto di telescopio. Mentre ero anche io parte di OWLS 5, quinta tappa del progetto del FIAC tra Italia, Romania e Malta, che ha dato una brusca e importante svolta alla mia vita di AC e di cristiano. Brusca perché si è svolta in soli quattro giorni densi ed intensi, importante perché dopo un anno all’estero, nel quale tante cose si mettono in discussione, mi era davvero necessaria.

Ciò che ho imparato da ciascuno con cui ho condiviso questa parte di cammino, resterà sempre parte del mio bagaglio personale. Ho potuto fare esperienza di quanto simili possano essere i nostri bisogni, difficoltà, sogni di giovani cristiani italiani con quelli dei giovani cristiani di altri paesi. Al tempo stesso mi sono arricchito delle differenze che abbiamo nell’ideare e concretizzare i nostri progetti in AC. Ho acquisito gli strumenti necessari per la corretta realizzazione di un progetto, anche sperimentando la pianificazione di un possibile scambio tra diverse nazioni. Ho avuto un’infarinatura sulle varie tecniche di raccolta fondi, con approfondimento sulla richiesta di fondi europei grazie al programma Erasmus+, molto utile per riproporre in futuro progetti come questo. Sono venuto a conoscenza del FIAC, Forum Internazionale di Azione Cattolica, della sua storia e del suo operato grazie a Maria Grazia Tibaldi, segretaria del Forum, che ci ha onorati della sua presenza umana ed esemplare. Ho potuto scoprire il significato vero di Chiesa Cattolica, “universale”, vivendo un’AC che non ha confini. Ho provato cos’è la Passione Cattolica guardando l’amore e dedizione messi dagli organizzatori, Codruta, Emanuela, Marija e Padre Reuben, affinché ciascun momento risultasse al meglio, e così è stato. In questo modo ho sentito la mia Passione Cattolica crescere, insieme a quella degli altri. Ultimo ma non ultimo, se è vera la cosa più importante che ho imparato in AC, che poco importa che attività si fanno, ma che legami si costruiscono… ecco, all'inizio di OWLS 5 mi sono trovato di fronte tanti sconosciuti, ma alla fine della settimana mi sono trovato ad abbracciare tanti veri amici.

Enrico, diocesi di Venezia

Partecipare a OWLS 5 è stata un’opportunità davvero inattesa, ma che si è rivelata nel corso dei giorni in Romania straordinariamente arricchente ed entusiasmante. Quando infatti avevo accettato di parteciparvi non mi era chiaro in che cosa consistesse, l’avevo fatto sulla fiducia: è un’iniziativa che l’AC mi propone, sarà sicuramente bella e significativa. Certo dopo averla fatta, direi che la realtà ha di gran lunga superato le aspettative. Infatti sono tante le cose che porto a casa, che posso davvero considerare dei doni sorprendenti.

Anzitutto l’esperienza formativa sul significato e l’importanza dei progetti. Sempre pensiamo e facciamo progetti per i nostri ruoli di responsabilità nell’associazione, ma spesso non ce ne rendiamo conto o non abbiamo chiaro come fare, di che cosa avere cura, su che cosa concentrarci di più; altre volte i nostri progetti sono in realtà la ripetizione continua di ciò che abbiamo sempre fatto, magari con un nome nuovo. Nei nostri giorni a Iași abbiamo imparato nuove tecniche e strumenti per progettare e realizzare le nostre attività, a partire dalla corretta individuazione degli obiettivi e delle persone cui indirizzarli. Poi non è stato secondario scoprire le possibilità di finanziamento, fundraising e partecipazione a bandi per reperire le risorse necessarie a realizzare le nostre iniziative: ci ha aperto nuove vaste possibilità e ha già ispirato nuove proposte e progetti.

L’altro grande frutto di questi giorni in Romania è sicuramente la rete di relazioni che ho scoperto e costruito. La prima e più ovvia con gli altri partecipanti all’evento, dai tre eccezionali compagni di viaggio italiani, con i quali i contatti stanno continuando più stabilmente, a tutti i nuovi amici romeni, maltesi e nazareni con i quali restano ancora dei progetti da portare avanti, degli scambi e dei confronti da fare… Poi c’è la rete del FIAC. Era una realtà di cui avevo sentito parlare, ma le cui dimensioni erano per me assai nebulose; adesso mi è chiaro anzitutto che è una possibilità enorme (e che va sfruttata di più) di scambio, di confronto e di trasmissione di idee, azioni, iniziative, attività, conoscenze e relazioni tra soci di Azione cattolica in tutto il mondo. Abbiamo un tesoro e non ce ne siamo accorti!

Se questi sono i lasciti “pratici” – spero anche operativi e generativi per l’Azione cattolica che vivo nel mio territorio e nella mia diocesi – che porto a casa; ce ne sono altri ben più profondi, meno visibili che però sono anche più significativi: i ricordi delle belle cose viste, ascoltate, dette, fatte e provate insieme, delle diverse realtà di quel pezzo di Romania che abbiamo conosciuto; poi l’affetto, la complicità, il sostegno, l’allegria, la profondità, l’ispirazione, ricevuti e ricambiati, tra noi che abbiamo vissuto insieme questi giorni che restano, non solo come ricordi, e continuano.

Giovanni, diocesi di Milano

Agosto, piena estate. Tutti al mare o nel pieno dei campi estivi diocesani e nazionali e qualcuno - proprio per questi giorni  - ti fa una proposta: partiresti in Romania?

Poche informazioni, poche sigle a chiarirti l’invito: OWLS, FIAC. Sai di essere uno dei partecipanti di più paesi europei: Malta, Romania, Italia; poi scopri anche della ‘partecipazione straordinaria’ di due giovani di Nazaret.

Dici sì, anche se non sai esattamente cosa aspettarti, certa che quando l’Azione Cattolica Italiana chiama, se la tua risposta sarà positiva non potrai che dare e ricevere, senza calcolo e misura. E così ti fidi, un’altra volta, di un’associazione che si fa strumento di comunione tra uomini e tra uomini e Dio. Chiudi un bagaglio a mano e… vai!

Sono iniziati così i giorni di condivisione tra giovani di diversi Paesi europei che dal 20 al 23 agosto si sono ritrovati tra Cluj e Iași (posti che prima - magari - non avresti saputo nemmeno pronunciare o identificare sulla mappa). E tra lunghi viaggi condivisi in autobus, visite a luoghi speciali nascosti da una parte all’altra dei Carpazi e giorni pieni di attività, riflessioni, piatti da lavare e preghiera, quello che era un non-meglio-specificato-progetto di incontro tra giovani cattolici di diversa provenienza è diventato occasione di legami veri e sinceri.

La “progettualità” era il tema portante: quale miglior progetto di quello che prende forma con te?

L’AC ti fa incontrare, l’età ti unisce, le vite si mescolano, il progetto prende mani e piedi, assume dei volti e si fa concretezza. Le differenze tra partecipanti (se mai potresti pensarle) rimangono solo sulla carta: sembra quasi che nessun confine geografico o politico abbia mai diviso tutti noi; siamo giovani di diverse provenienze ma con esperienze tanto vicine, attese che trovano parole comuni, sogni che passano da uno sguardo a un altro mescolandosi e non distinguendo più da chi era partito.

Assieme ci siamo guardati all’altezza del cuore, abbiamo stretto mani e alzato preghiere comuni; abbiamo camminato, progettato, studiato, disfatto e risistemato; abbiamo scritto, raccontato, trascritto, fotografato, filmato; abbiamo riso, abbiamo incoraggiato, abbiamo fatto ‘per’ e fatto ‘con’. Siamo andati a trovare qualcuno e abbiamo ricevuto qualcun altro.

E in tutto ciò siamo stati accompagnati.

In queste occasioni poco ti accorgi di chi ti si stringe intorno - fisicamente e non - ma arriva un momento in cui realizzi che mai -in nessun attimo- sei stato lasciato solo, lasciato al caso, seppure tu sia sempre stato lasciato libero. E se ad ogni passo un sacerdote ti sorreggeva, uno tra coloro che ospitavano ti precedeva, un responsabile ti guardava le spalle, c’è anche stato chi si è alternato nel cammino.

Una presenza del tutto speciale, poi, si è fatta concretezza tra le gioie e le stanchezze di quei giorni: colei dal quale tutto ciò - anni fa - ha avuto inizio con l’intuizione di mettere assieme laici del mondo sotto il nome di FIAC. A lei e a quanti - assieme a lei - hanno creduto in questo sogno che oggi diventa realtà, è andato e va il nostro ringraziamento che - a cascata - raggiunge ogni persona che da allora ha dato cuore e gambe per portare avanti ‘piccoli passi possibili’ che oltrepassassero ogni frontiera. Un nome tra tutti - quello di Viorica, che non è più in vita - si fa portatore di tanta gratitudine che ora procede dalla terra al cielo; gratitudine che nel nostro viaggio ha assunto svariate forme: da un abbraccio a una promessa, da un pellegrinaggio a una sosta, fino alla nostra ripartenza che -da una tomba in una città della Romania- ci ha sparsi per il mondo per continuare un sogno-sognato e ancora solo in parte realizzato: La Chiesa Universale! Di cui siamo membra vive che oggi si conoscono un po’ di più.

GRAZIE FIAC! GRAZIE OWLS PROJECT.

(Ringrazierei singolarmente ogni persona conosciuta, ma so che basterà elevare un unico grazie a Dio e… questo arriverà a ciascuno.)

Eva Vitagliano - incaricata SG Sicilia - diocesi Caltagirone