Il costo della vita - Graffiti

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"…dico solo questo: io guadagno dalla gente che crede che a me importi solo dei soldi… e questa cosa attacca perché alla gente importa molto dei soldi e delle cose materiali più di quanto importi a noi. Anche se certo i soldi servono".

di don Martino Della Bianca

Queste parole, risalenti a pochi anni fa, sono di Arturo Bruni, meglio conosciuto con il nome d’arte DarkSide, allora ancora membro della Dark Polo Gang. Ricordo ancora le mille polemiche (non del tutto scomparse, per la verità), sullo stile e sui testi della trap in generale e della DPG in particolare: tralasciamo un attimo la mancanza di rime e la forte volgarità dei testi e concentriamoci un attimo sull’ostentazione del denaro e degli accessori griffati.

La parola d’ordine è esagerazione. Non tutti sono così attratti dal denaro o dal desiderio di possedere un giubbotto di marca o l’ultimo modello di iPhone. Ma molti sì, e i trapper esagerano a tal punto la cosa da diventarne praticamente una parodia, o un meme.

Ecco che cosa si diventa quando si lascia che siano le cose che possediamo a determinare il nostro valore: agli occhi di chi abbia un minimo di buonsenso e amor proprio, diventiamo delle parodie, dei meme di persone che si sono svendute per degli oggetti che, a conti fatti, non possono dire nulla sul nostro valore reale. Ma lo stesso accade quando lasciamo che siano i nostri voti scolastici o i nostri amici a definire il nostro valore: come se una pagella splendida o la compagnia più popolare (mica quella degli “sfigati”) dicesse davvero qualcosa di importante su di noi. Vivere così, significa vivere tutta i gli aspetti della nostra vita da consumatori: consumiamo soldi, cose, voti, persone, emozioni. E, da bravi consumatori, lasciamo che sia il mondo a definire il nostro valore.

Ma non siamo così. Siamo persone vere, cioè l’esatto contrario del consumatore. Non sono le cose a darci valore, ma siamo noi a dare valore alle cose. Siamo liberi di chiederci se una cosa o un’altra hanno un vero valore per noi, indipendentemente da quello che pensa il resto del mondo. Questo però vuol dire aver già iniziato a cercare il proprio valore dentro di noi: un valore messo lì da Dio stesso fin da quando ha iniziato a pensare a noi. Come ci ricorda papa Francesco, «le cose hanno un prezzo e sono vendibili, ma le persone hanno una dignità, valgono più delle cose e non hanno prezzo. Tante volte, invece, ci troviamo in situazioni dove vediamo che quello che costa di meno è la vita».

Dire che la vita non ha prezzo, che la nostra dignità e il nostro valore non hanno prezzo, vuol dire che nessun costo è troppo alto da pagare per essi. Per quanto possa sembrare grande il prezzo da pagare per salvare il nostro valore di persone, sarà sempre un ottimo affare.

 


Questo articolo è tratto dall'ultimo numero di Graffiti. Puoi leggere la rivista completa da PC o scaricando gratuitamente l'app: