Una melodia più bella - Diario del campo Castellamare di Stabia 2019

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1-2 agosto 2019 - Giorno 1

Ieri, 1 agosto, a Castellammare di Stabia, ha avuto inizio la seconda tappa del campo nazionale, tappa che ha visto abbracciarsi circa 210 ragazzi tra Settore Giovani e Msac. Dopo le dovute introduzioni del vice responsabile e dei segretari nazionali, il campo ha preso vita con un momento di preghiera curato da Don Tony Drazza. Ci ha aiutati a focalizzare l'attenzione su due parole, luce e calore, ricordandoci che ognuno di noi, nella vita, è in grado di ripartire solo perché qualcuno sceglie di scaldarci il cuore così come ha fatto Gesù con i suoi discepoli. Ed ancora ci ha detto che per farlo non servono poi grandi fuochi d'artificio, ma basta la bellezza del pane, quello fatto in casa, che sa di fatica, di tenerezza, che ha bisogno di un invito. 
Dopo la cena, riuniti in plenaria, abbiamo avuto la fortuna di conoscere Linda e David, due ragazzi della Palestina che vivranno questi giorni di campo insieme a noi. È stato un incontro che profumava di fraternità. La serata è proseguita tra giochi e risate. Prima di andare a letto il nostro astrofisico Matteo ci ha fatti sognare mostrandoci le costellazioni visibili nella nostra volta celeste e raccontandoci un po' la loro storia ed alcune curiosità. 

 

Il secondo giorno di campo si apre con un momento di meditazione e di deserto introdotto da Don Mario Diana. Con estrema delicatezza ci ha spronati a chiederci quanta consapevolezza abbiamo, realmente, della vita che ci passa tra le mani. Siamo in grado di fare rallentare il tempo, per assaporare le esperienze che scegliamo di aggiungere al nostro bagaglio avendo il coraggio di dire che ci hanno reso migliori? Queste sue parole hanno dato il via al momento di deserto che ognuno di noi ha vissuto profondamente nel silenzio e nell'ascolto personale. 

Il pomeriggio è stato scandito da diversi laboratori che ruotavano su temi quali amore e famiglia, politica, mondo digitale, carità e accoglienza e lavoro. È stato un momento ricco, dove gli occhi di chi ha condiviso storie forti ed esperienze di vita hanno avuto senso più di qualsiasi parola. Successivamente, riuniti in plenaria, abbiamo ascoltato i pensieri del Presidente Matteo Truffelli che attraverso un'intervista ci ha aiutati a riflettere su tre parole: discernimento, disponibilità e democrazia alla luce del percorso assembleare e congressuale ormai alle porte. Discernimento, guidato dalla paura sana di non sentirsi all'altezza di un impegno ma che ci sprona a misurarci continuamente con i pensieri altrui. Disponibilità, parola che, come diceva il presidente, ci ricorda che non è una questione d'incastri, ma bensì è il connubio bello tra il mio servizio e la mia vita. Ed infine democrazia, che ci ricorda che in ogni assemblea poniamo gli occhi, votiamo, scegliamo, delle persone e questo richiede un surplus di delicatezza, accompagnamento e fiducia. 
Subito dopo abbiamo recitato insieme i vespri guidati da Don Francesco Riccio, incaricato per la pastorale giovanile della regione Campania e, dopo cena, la serata si è conclusa con un momento un po' più leggero di analisi sociologica e di dialogo riguardante i laboratori iniziati nel pomeriggio. 
Una cosa è certa, per trovare un po' di meraviglia è necessario cercare nel posto giusto, fermarsi e lasciarsi commuovere, interrogare e perché no, anche sorprendere, sperimentando quanta bellezza c'è, come dicevamo oggi, nel sugo a cottura lenta, nelle cose semplici, ma essenziali e noi lo stiamo scoprendo in questi giorni. 

Anna Pasanisi - Diocesi Nardò-Gallipoli

3 agosto - giorno 3 

Terzo giorno di campo, siamo ormai a metà ma sembra tutto appena iniziato.
Le dinamiche iniziano ad essere assimilate, così come i consueti ritardi.
Oggi ci immergeremo fino al collo nel Sinodo e nella Christus Vivit grazie alle parole della Dottoressa Cecilia Costa, sociologa e collaboratrice del Sinodo in qualità di esperta.
La giornata inizia con la messa presieduta dal pastore della diocesi che ci ospita e che ci regala parole di sincero affetto e gratitudine per il nostro ruolo nella nostra Chiesa.
La dottoressa Costa si sofferma nel suo primo intervento su due concetti cardine del sinodo: Ricerca e Crescita.
Due concetti che devono andare di pari passo per stare al passo della realtà che ci circonda.
Concetti che servono a orientare la nostra barca in questo "arcipelago delle identità" che oggi è la realtà giovanile. Una realtà che non può essere analizzata per stereotipi ma conosciuta a fondo e capita, consapevoli che non esiste "una verità ma una complessità di situazioni".
Il lavoro a gruppi che segue ci fa riflettere sulle problematiche e i bisogni che le nostre realtà vivono e, grazie al reciproco confronto, ci diamo qualche risposta.
Dopo pranzo Don Tony ci dà le coordinate necessarie per orientarsi attraverso il Kerigma, il primo annuncio, quello che cambia la vita e che ci fa capire di essere chiamati.
Siamo mai stati chiamati per nome? Abbiamo mai chiamato qualcuno intimamente per mostrargli qualcosa di bello?
Anche di questo prova a parlare la dottoressa Costa nel suo secondo intervento.
Un discorso il suo che ruoto attorno a alcuni concetti legati ai nuovi linguaggi come i nuovi tipi di Analfabetismo(funzionale, strutturale e emotivo), al rimedio contro la tendenza moderna del mettersi sempre in vetrina e alla riscoperta del valore del silenzio/ascolto.
Una mediazione tra quello che ci chiede Dio e quello che vogliamo noi in una Rivoluzione della tenerezza.
Due interventi molto concreti e illuminanti da parte di una donna forte e decisa che però si commuove davanti al nostro lungo e sincero applauso di apprezzamento.
Il momento di preghiera è molto toccante e molto attuale visto che riguarda l'accoglienza.
Alcune parole, come ci aveva preannunciato Don Tony, sono un pugno allo stomaco ma ci fanno bene.
Dopo questo bel momento può avere via la tanto attesa cena regionale.
Tavolate infinite di specialità campane, tanti amici che ci hanno raggiunto per passare questa serata insieme, band dal vivo che alterna tarantella, pizzica e classici napoletani.
Per concludere i nostri amici di settore e msac Campania ci guidano in un viaggio ludico tra le bellezze della loro terra, tra canti, spiegazioni di termini in dialetto e spezzoni di Totò reinterpretati.
Grazie amici , stasera ci siamo sentiti tutti un po' campani!

Michele Martella, Incaricato Regionale Toscana, Diocesi di Livorno

4 agosto 2019 - Giorno 4

La quarta giornata del campo nazionale è cominciata con la celebrazione della S.Messa presieduta da Don Mario Masullo ( assistente della regione Campania per il settore giovani  ). Subito dopo la mattinata ha visto come ospite Angelo Moretti , direttore del consorzio “ Sale della terra “ il quale ci ha raccontato le iniziative svolte dal loro consorzio , soffermandosi soprattutto sul loro progetto verso la disabilità , in particolare  con i ragazzi affetti da disturbi psichiatrici che sono seguiti in un centro da loro creato , quasi per caso dopo una “ sfida “ che li ha visti come protagonisti nella preparazione di un campo pensato proprio per questi ragazzi che sarebbe dovuto durare soli 15 giorni e che invece dal 2001 è ancora operante e presente nella diocesi di Benevento ed accoglie ogni giorno tanti ragazzi . Angelo ci ha aiutati a riflettere su come ascoltare e comprendere la realtà del territorio che ci circonda perché gli obiettivi si scelgono ascoltando le persone , ma con un ascolto profondo dei desideri delle persone che lo abitano e non solo limitandosi ad una mera soddisfazione dei bisogni . Angelo ha concluso la prima parte del suo intervento esortandoci a metterci in gioco perché come lui stesso ci ha detto  “ non è possibile fare qualcosa per il bene comune restando fermi “ . 
La seconda parte della mattinata poi ha visto noi in primis da protagonisti , con un ‘attività in cui bisognava raccontare e confrontarsi su quali fossero le iniziative proposte  dalle nostre diocesi di esperienze concrete di chiesa in uscita al servizio del territorio . Da tale attività poi sono emerse alcune domande che abbiamo posto ad Angelo nella seconda parte del suo incontro. 
Il pomeriggio poi ci ha visto impegnati in un’uscita che ci consentisse di vedere concretamente quali sono le realtà che già operano sul territorio campano , si è articolato così nella visita di due beni confiscati alla camorra e diventati punto di riferimento per i giovani e per l’intera popolazione nel territorio di Casal dei principi . Il primo è il Centro di Aggregazione giovanile per l’Arte e la Cultura in Casapesenna (CE) ; qui abbiamo incontrato Vincenzo , Elisabetta ed Antonella i quali ci hanno spiegato che il centro è un bene confiscato alla criminalità organizzata e da circa due anni  affidato all’Associazione di Promozione Sociale Circolo Letterario MaeditActio di cui loro fanno parte e che propone il progetto  “ARTE ESPRESSA”, nato per valorizzare i linguaggi creativi, la letteratura e l’arte per prevenire la dispersione scolastica, favorire la contaminazione dei saperi tra i giovani, educare al dialogo tra le generazioni e rispondere alle esigenze di coloro che, in situazione di svantaggio, possono trovare nella dimensione culturale nuove opportunità di crescita. All’interno del Centro, infatti, è presente un caffè letterario e verranno proposti laboratori didattici di scrittura creativa, ceramica e arti figurative. 
Il secondo luogo visitato è “ Casa don Diana “ che è una centro polivalente per la promozione sociale dedicato a giovani e adulti. E'meta, durante tutto l’anno, di gruppi parrocchiali, di turisti  ma anche di cittadini di passaggio, studenti di ogni ordine e grado. Ad accoglierci abbiamo trovato Augusto , amico fraterno di don Peppe Diana e testimone oculare del suo omicidio e Gabriella , che ci ha fatto rivivere attraverso i suoi racconti la vita di don Peppe , il suo operato ed il suo impegno attivo contro la camorra nelle terre martoriate dalla criminalità organizzata ; Gabriella ci ha esortato riprendendo un’affermazione di don Peppe a “ risalire sui tetti per annunciare parole di vita “ ed a fare un’attenta lettura dei bisogni dei nostri territori partendo dal vedere cosa c’è di bello e cominciare a scuoterlo . La giornata si è poi conclusa con un moneto di festa vissuto insieme al Msac in cui ci siamo divertiti in una festa dal tema anni ‘60 ‘70 ‘80 ‘90 . 

Bianca Corrado 
Diocesi Nocera Inferiore - Sarno

5 agosto 2019 - Giorno 5

Tempo di saluti, ma non di addii. Ma soprattutto tempo di ringraziamenti. La giornata è iniziata con il Grazie più grande e profondo: la celebrazione eucaristica, oggi presieduta dal vescovo della diocesi di Nola Mons. Francesco Marino che  ha espresso la sua gratitudine e il suo affetto nei confronti della nostra associazione. Durante la mattinata, guidati da Maria Chiara e Caterina, abbiamo cercato di fare il punto sull'esperienza vissuta: cosa ci ha maggiormente interessato e commosso? A partire da queste domande, si è creato un dialogo profondo e a tratti commovente. Infine, i vicepresidenti, i segretari e gli assistenti nazionali hanno condiviso con noi le riflessioni conclusive del campo: sui visi la stanchezza di chi non si è risparmiato e negli occhi la luce della passione... Sì è concluso il campo e si è quasi concluso anche il triennio.... Ma oggi nulla sapeva di fine. L'impegno per costruire "una melodia più bella" inizia adesso...

Elena Ferrari (diocesi di Tortona - incaricata regionale della Liguria)