A stretto contatto

Versione stampabileVersione stampabile
A stretto contatto

«Essere o rimanere a stretto contatto». Secondo il dizionario della lingua italiana è questa la definizione del verbo ‘aderire’. Strano, no? In questo tempo così difficile, in cui, per motivi di necessità, siamo fisicamente “distanti” e non possiamo vivere gli incontri nelle forme e nei modi cui siamo abituati, evitando gli abbracci e i momenti di festa, il significato più intrinseco del termine adesione ci rimanda alla necessità di “rimanere attaccati” all’Azione Cattolica, per mantenere un contatto stabile, stretto appunto, con tutto ciò che ci circonda, anche e soprattutto in questa quotidianità rinnovata.

I mesi che abbiamo trascorso ci hanno profondamente segnati e fatti riscoprire vulnerabili, tutti «sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda» (Papa Francesco, Momento di preghiera, 27 marzo 2020). “Vicini” nella paura e nell’incertezza.

Da un certo punto di vista, sono stati i mesi delle scelte in standby, degli inizi da rimandare, dei sogni da coltivare “a distanza”. Mesi imprevedibili che, però, non si sono dimostrati solo “di attesa”: ci siamo piuttosto scoperti capaci di resettare programmi, di ricalcolare percorsi, di reinventare e reinventarci; nonostante le restrizioni, con cura e sacrificio, e con il cuore pieno di speranza.

Sebbene quello che abbiamo dinnanzi si prospetti come un tempo altrettanto incerto, siamo chiamati a coglierne nuovamente le opportunità, interrogandoci su cosa significhi essere giovani di Azione Cattolica, qui e ora. È il momento di uscire dall’ottica secondo la quale questo tempo è una parentesi, l’attesa di un ritorno a ciò che era prima. Paolo, al capitolo 6 della Seconda Lettera ai Corinzi ci dice: «Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!». Siamo chiamati a vivere in pienezza ogni tempo, anche questo. È oggi che il Signore chiama ciascuno e ciascuna alla santità! 

In questo senso, anche il nostro “Sì” all’AC si riempie di un significato nuovo e dirompente: diventa un rivoluzionario gesto di speranza, un passo concreto per “stare dentro” questo tempo, con tutto ciò che siamo. Mai come quest’anno, allora, aderire all’Azione Cattolica significa scegliere di rimanere “a stretto contatto” con le nostre fragilità, con le paure, gli imprevisti. Significa prendersi cura di tutta l’Associazione, di tutti coloro che ne fanno parte. Significa essere adulti, giovani e ragazzi che dicono “Sì” al progetto di Dio sulla loro vita. Significa scegliere di “stare al passo”, nel desiderio di continuare a scommettere e a costruire insieme, con fiducia, il nostro futuro.

“A stretto contatto” vuole essere dunque un plus, un percorso in più per rimanere aggiornati, per non essere estranei alle sfide di oggi, a partire dal significato più intrinseco di adesione, attraverso le forme e le modalità che già in questi mesi abbiamo imparato a sperimentare. I nuovi materiali qui di seguito proposti, e che si affiancano alle guide giovani e giovanissimi, ci aiuteranno, di mese in mese, aggiunti gradualmente a questa pagina, a rispondere alla domanda: che significa, oggi, essere giovani di Ac?