Diario di campo, 6 agosto 2016

Bollettino di campo, giorno 1

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6 agosto 2016

Seveso (MB), h.14.00: una folla di volti sorridenti, armati di valigie e sacchi a pelo, comincia ad invadere il Centro Pastorale Ambrosiano... Tra saluti, abbracci, amici ritrovati e nuove conoscenze ha inizio il campo nazionale del Settore Giovani e del Msac 2016! Fuori l’atmosfera è calda, non solo a causa dei 30 gradi umidi della Brianza, ma soprattutto per il calore che sprigionano la gioia e l’entusiasmo di 200 giovani che si ritrovano con la voglia di vivere e condividere questa esperienza di campo.

Anche quest’anno si rivela vincente la formula “è più bello insieme” per cui settore e Msac condivideranno gli spazi del campo e alcuni momenti, tra i quali la giornata del 9 agosto con la partecipazione speciale di Matteo Truffelli.

Alle 17.00, il via ufficiale al campo, con l’introduzione ad opera di Lucia e Michele per il Settore e di Gioele e Adelaide per il Movimento (tra i rituali e coloratissimi cori degli Msacchini, entusiasti costruttori della scuola di domani e soprattutto di oggi), mentre gli assistenti Don Tony e Don Michele hanno raggiunto Seveso in serata, dedicando il pomeriggio ad accompagnare mons. Bianchi fino all’ultimissimo momento.

Lucia e Michele hanno dedicato tempo (non troppo, per fortuna) alla presentazione del campo di settore: “Guarda Bene” è il risultato del percorso compiuto in questi anni e che si sta tuttora compiendo, percorso che si focalizza sul cercare di vivere nel quotidiano lo stile dell’Evangeli Gaudium, dono prezioso di Papa Francesco e di mettere in pratica un ritorno all’essenziale, mettendo veramente al centro della nostra vita il Bene. Il Bene, concetto troppo spesso astratto! Come cercarlo, come vederlo? Ha senso scommetterci? Vogliamo scommetterci? Questo sarà il filo rosso che intreccerà tutti questi giorni, la ricerca del Bene nella quotidianità, con gioia e con un atteggiamento di speranza che non deve essere mediatica e di facciata, ma semplice, mite, operosa e condivisa.

Il campo sarà dunque un tempo dedicato al discernimento personale, ma anche alla costruzione della realtà associativa, una realtà che è nostra, ma va oltre di noi. A pochi mesi dall’anno assembleare, questi saranno giorni preziosi per preparare i passaggi di consegna e per vivere un’esperienza che si rinnova e che trova il proprio senso profondo proprio nel valore del noi!

Infine, Lucia e Michele hanno lanciato una nuova provocazione: perché un campo a Seveso? Perché Seveso è un luogo simbolo della resilienza, di un atteggiamento positivo nei confronti della vita che porta l’individuo a mettersi in gioco completamente, con i propri limiti e i propri talenti. E poi Seveso è anche il luogo della memoria, perché proprio il 6 agosto cade il quarantesimo anniversario del disastro ambientale della diossina che colpì queste zone.

Ma quest’anno il campo non poteva iniziare senza rivolgere un pensiero particolare a Mons. Mansueto Bianchi, un altro angelo che adesso ci protegge da lassù, come ha anche ricordato Don Tony durante il momento di preghiera conclusivo della giornata.

Il campo riprenderà lo stile di quello dell’anno passato, offrendo ai giovani diversi spazi per il confronto e per il dialogo, elementi fondamentali al fine di tessere legami di vita buona, con un’attenzione particolare non solamente per il ruolo associativo di ciascuno, ma soprattuto per la crescita personale. Perché, come diceva lo stesso Mons. Bianchi esattamente al campo di due anni fa a Fognano, ogni cristiano deve imparare a guardare bene dentro se stesso, per riscoprire ogni giorno quella perla preziosa che è Gesù.