Diario di campo, 3

Bollettino di campo, giorno 3

Versione stampabileVersione stampabile
giorno 3

Cosa hanno in comune una rete, uno smile, una tavolozza dei colori, delle orme e la pizza? La diocesi di Ragusa. Alexandra e Valeria, membri d’équipe, hanno condiviso il duro lavoro che durante gli ultimi sei anni il Settore Giovani ha affrontato per ricostruirsi nelle parrocchie e in diocesi. Le ragazze hanno scelto queste cinque parole per presentare gli aspetti della loro esperienza, donandole come provocazioni da calare nella realtà associativa di ciascuno di noi.

Rete come quella da tessere con chi vive la parrocchia, imparando ad accogliersi a vicenda con i problemi e le paure che sembrano dividere e invece uniscono.

Smile come quello che caratterizza chi è sempre lieto nel Signore. Questa parola indica la particolare attenzione che l’équipe ha avuto nei confronti nel giovanissimi, anche quelli al di fuori dell’Ac attraverso una festa che li sappia rilanciare come testimoni attivi della gioia.

Tavolozza dei colori come quella di un pittore che non si limita ai colori primari, ma sperimenta ogni possibile sfumatura e combinazione; l’équipe infatti ha cercato di variare nelle modalità di interazione con i giovani della diocesi, proponendo loro incontri e attività di diversa natura (testimonianza, preghiera, formazione tecnica ecc...) per accompagnarli in un percorso formativo completo affinché non si sentano solo portatori di un servizio.

Orme perché “passo dopo passo, chi spera non fugge, cammina”. I giovani di Ragusa hanno aperto sentieri nuovi, lasciando orme dove non era mai passato nessuno, cercando speranza nei luoghi che ne sembrano privi e imparando a riportarla nel proprio quotidiano.

Pizza perché la condivisione della vita al di là della sola realtà associativa è ciò che sta veramente alla base dei legami autentici che rendono l’Ac così bella.

Durante il pomeriggio abbiamo ascoltato la testimonianza di Raffaele Servalli impegnato nella Caritas della diocesi di Ivrea e associato legato all’esperienza diocesana del Mlac , che con il suo progetto “Formare per seminare e raccogliere” è risultato vincitore dell’ultimo bando “ concorso di idee” lanciato dal Movimento Lavoratori. A partire dal suo incontro quotidiano con la povertà, Raffaele ha sviluppato l’idea di aiutare le famiglie indigenti offendo loro la possibilità di coltivare un orto comune, condividendone i prodotti.

Raffaele è stato per noi l’esempio tangibile di come, attraverso l’impegno costante, si possa realizzare una progettualità concreta che sappia porsi obbiettivi realizzabili, leggere il territorio, affrontare le sfide della quotidianità. La sua esperienza che si intreccia con quella dell’associazione senza esserlo in modo esclusivo, ci ha donato la possibilità di un confronto sui passi, sui nodi cruciali, sugli ostacoli da affrontare e superare in riferimento alle esigenze territoriali di ciascuna diocesi di appartenenza.

Dopo aver fatto esercizio di volgere lo sguardo dentro se stessi, abbiamo provato durante la terza giornata di campo a puntare la lente sulla realtà circostante, per guardare bene prima nella dimensione diocesana dell’Ac e poi anche al di fuori dell’associazione stessa.

Ma non ci siamo fermati qui! Come da tradizione, la serata di metà campo è stata organizzata dalla delegazione regionale ospitante, la Lombardia che ha letteralmente fatto assaggiare un pezzetto di sé a tutti i campisti; la delegazione lombarda ha infatti preparato una cena a base di piatti tipici regionali imbandendo i tavoli con i più bei colori della loro tradizione. Prima della cena ci ha raggiunto il presidente Matteo Truffelli, accolto da cori e esultanze e da tante aspettative per gli interventi previsti per domani.

La serata si è conclusa, infine, con un giocone regionale durante il quale tutte le regioni hanno sfidato la Lombardia sull’arduo terreno di gioco della conoscenza delle sue tradizioni regionali ... Insomma, una vera serata colorata!