4 luglio 2016. 91° anniversario della morte di Piergiorgio Frassati

LA MORTE CHE APRE SENTIERI!

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Frassati

di Lucia Colombo, Michele Tridente e don Tony Drazza* - La morte è la fine della nostra vita. La fine dei nostri progetti, dei nostri sogni, delle nostre relazioni. Anche chi, tra noi, è più fortemente radicato nella fede, ha qualche attimo di smarrimento e nel cuore si dice che qualcosa è terminato. Ma spesso ci sono “alcune morti” che invece di far terminare qualcosa ne fanno cominciare un’altra; come se la morte fosse l’inizio di qualcosa di nuovo, di inaspettato, di meravigliosamente strano. La morte di qualcuno non chiude ma apre, non termina ma fa ricominciare, non dispera ma permette al cuore di dilatarsi.

La morte di Piergiorgio Frassati è stata proprio così:  un ricominciare, un aprire cammini e sentieri.
Nel giorno dei funerali di Frassati,  Ubaldo Leva, cronista de La Stampa, così scriveva:

vorrei dire che furono i funerali più commoventi ed edificanti cui abbia assistito, sia come giornalista, sia come privato; non i più solenni, no, come apparato ufficiale, ma i più vivi, i più caldi, i più umani [….] Quei funerali furono, dunque, la prima testimonianza, la prima consacrazione della grande anima, del puro spirito di Piergiorgio. Lì si può dire inizia il suo processo di santificazione.”
 

Noi oggi ricordiamo il 91° anniversario della morte di Piergiorgio Frassati (4 luglio 1925) e ancora ci sorprendiamo come la sua morte apra “sentieri” nella vita delle persone e dei giovani che si avvicinano.  In ogni parte d’Italia esiste un sentiero, un cammino dedicato a Piergiorgio che diventa cammino personale e interiore alla ricerca di qualcosa di vero ed essenziale nella nostra vita. La storia di Piergiorgio pur non avendo nulla di particolarmente “miracolistico” continua a tracciare sentieri nella vita di tutti e apre percorsi di bellezza nella vita di chi lo incontra.

Oggi ci viene ricordato che uno dei doni più importanti della nostra vita è quello di poter aprire sentieri di speranza nella vita degli altri, con la nostra presenza e con la nostra leggerezza. Nessuno dovrebbe appesantire la vita  con le sue “manie”, Piergiorgio ha vissuto una vita piena di gioia nonostante le fatiche e le incomprensioni, con semplicità, mettendoci sempre tutto il cuore, senza complicarsi molto le cose ma facendo il bene.

Piergiorgio oggi ci ricorda che ognuno di noi dovrebbe essere capace di quotidianità. A nessuno è chiesto di  “fare miracoli” ma ci viene chiesto di vivere pienamente ogni giorno, di imparare a vivere il tempo a disposizione. Perché noi viviamo ogni giorno facendo miracoli, la nostra vita vissuta ogni bene è un miracolo, proprio come la vita di Piergiorgio.
La vita di Piergiorgio ci ha insegnato che per fare bene le cose non sono necessarie ore in più o giorni in più ma è importante avere un cuore ben disposto.

Questo è stato Piergiorgio e per questo noi vogliamo ricordarlo oggi, giorno della sua morte e del suo nuovo inizio.
In quest’anno particolare Piergiorgio sarà  a Cracovia per la GMG  e “guarderà da vicino” tutti i giovani che hanno voglia di iniziare cammini. Oggi da Torino partirà per toccare tanti luoghi e tante città fino a Cracovia dove in modo speciale anche lui vivrà la GMG come “patrono e protettore” di tutti i giovani. Allora affidiamoci a Piergiorgio, “uomo delle Beatitudini” come lo definì San Giovanni Paolo II durante l’omelia di Beatificazione, e viviamo la nostra vita “verso l’Alto”.

*Vicepresidenti e Assistente del Settore Giovani Nazionale di Ac